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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  Un’altra Brigata costituita esclusivamente da carabinieri molto attiva sul
             territorio  ligure  fu  quella  soprannominata  Giustizia  e  Libertà  (comandante
             Fausto),  nata  dallo  scioglimento  della  Banda  Piccoli  unitasi  alla  compagnia
             Carabinieri Patrioti, operative nei distaccamenti di Senese, Groppo, S. Giorgio,
             Scarniago, Rocca d’Olgisio, Barbarino e Bocchè.
                  A fine giugno, primi di luglio, alcuni distaccamenti che avevano raggiunto
             gli  effettivi  per  costituirsi  in  Brigate,  unendosi,  diedero  vita  ad  un
             Raggruppamento di Brigate. Questa solida struttura in itinere, il 28 luglio, per
             decisione del CLN e del Comitato Militare, divenne Comando Unico, dando
             vita alla 1  Divisione Liguria (sotto la guida del colonnello Mario Fontana). Il
                      a
             Comando venne stabilito ad Adelano di Zeri . Della nuova organizzazione la
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             “Centocroci” guidata da Richetto divenne un perno fondamentale, al punto che
             riuscì a dare ben presto prova della sua particolare efficienza dimostrata, non
             solo attraverso la resistenza ordinata opposta al nemico, ma dalla sua impertur-
             bata efficienza anche a seguito del rastrellamento.
                  La colonna nemica cadde all’alba sotto il fuoco incrociato e pur non sban-
             dandosi fu costretta a ritirarsi. Il combattimento era stato violento, le perdite
             ingenti,  57  il  numero  di  prigionieri  caduti  in  mano  partigiana,  mentre  la
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             Centocroci ebbe solo tre caduti . I successi della Brigata, conferirono alla stes-
             sa una crescita in termini di importanza, al punto che fu successivamente ele-
             vata al rango di Divisione .
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                  Probabilmente la scarsa resa delle altre unità impiegate sul territorio era
             dovuta alla eccessiva eterogeneità dei componenti, fattore che, se da un lato
             poteva considerarsi un punto di forza, dall’altro contribuiva ad una naturale
             instabilità interna, aspetto che raggiunse livelli di notevole criticità a seguito del
             grande rastrellamento operato dalle forze nazifasciste nel mese di agosto 1944:
             il  piano  di  attacco  fu  disposto  dal  Plazkommandantur  che  vide  schierati  oltre
             6.000 uomini armati fino ai denti, contro i circa 1.800 di cui disponeva la 1
                                                                                        a
             Divisione Liguria.
                  In questa circostanza la maggior parte delle formazioni partigiane sbandò
             al primo urto senza poter opporre una valida resistenza, solo la Centocroci di
             Richetto mantenne sempre unite le proprie forze durante tutto il rastrellamento,
             combattendo al passo delle Cento Croci ed organizzando la difesa di monte
             30   Esso fu articolato in 5 Brigate: Brigata Giustizia e Libertà, comandante Vero del Carpio
                  (Boia); Brigata Borrini (in formazione); Brigata Vanni (ex battaglione Signanini), comandante
                  Tullio Battistini; Brigata Picelli/Gramsci, comandante Facio; Brigata Centocroci, comandan-
                  te F. Salvestri (Richetto); Brigata La Spezia (in formazione).
             31   Ivi, pp. 261-262.
             32   http://storiaminuta.altervista.org/i-partigiani-della-centocroci/.

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