Page 167 - Numero Speciale 2024-2
P. 167

1944. LA RESISTENZA DEI CARABINIERI IN LIGURIA




               resistenziali nella regione, pur continuando a fare i conti con i noti problemi,
               sembravano consolidarsi sempre di più.

               4. Eroismi individuali dei carabinieri liguri
                    Oltre  alle  operazioni  condotte  dalle  formazioni  resistenziali  contro  il
               nemico, molti furono gli episodi individuali che videro protagonisti singoli cara-
               binieri che, nel loro piccolo, contribuirono a dare spinta e coraggio alla causa
               patriottica. Commovente è la vicenda che nei primi di settembre ebbe come tea-
               tro Santo Stefano d’Aveto, città occupata da un reparto di alpini repubblichini
               della Divisione Monterosa. Al comando vi era il Maggiore Cadelo, il quale aveva
               come obiettivo quello di stanare i ribelli che infestavano le campagne, neutra-
                                                                               41
               lizzare l’attività partigiana e rastrellare disertori e renitenti alla leva . Proprio in
               quella  cittadina,  il  2  settembre  si  compì  il  destino  del  carabiniere  Albino
                        42
               Badinelli .
                    Quella mattina, presso la Casa Littoria dove si era stabilito il comando del
               Maggiore Cadelo, i militari di Salò avevano rastrellato una ventina di persone
               tenute in ostaggio, minacciando sia una rappresaglia sia di far fuoco alle case del
               paese se non si fossero presentati i giovani mancanti alla chiamata alle armi.
               Solo alcuni renitenti giunsero sul posto alla spicciolata e qualche ex militare
               sbandato, fra essi anche il carabiniere Albino Badinelli.
                    Il giovane avrebbe confidato ai familiari che se fossero stati uccisi ostaggi
               anche a causa della sua mancata costituzione, in coscienza non avrebbe più
               avuto pace. Sua madre Caterina aveva deciso di accompagnarlo, sperando in un
               benevolo  atteggiamento  degli  assedianti.  Il  comandante  della  Monterosa,
               secondo le testimonianze, contestò al Badinelli la mancata immediata presenta-
               zione, così come stabilito dai bandi, e un maggiore grado di colpevolezza in
               quanto, dato il suo status di carabiniere, avrebbe dovuto indurre gli altri soldati
               sbandati a presentarsi puntualmente, secondo quanto ordinato. Tra i pochi mili-
               tari che si erano presentati, solo per Badinelli fu decretata la fucilazione, gli altri,
               come  attestano  alcuni  testimoni,  furono  trasferiti  nella  zona  di  Chiavari  ed
               impiegati in lavori forzati.


                    contro le formazioni della provincia di Imperia; il rastrellamento del 10 luglio in provincia di
                    Savona contro il distaccamento Astengo (G. Gimelli, op. cit., vol. II, p. 196).
               41   In osservanza al decreto legislativo del duce 18 febbraio 1944, n. 30 recante «Pena capitale a cari-
                    co di disertori o renitenti alla leva». https://segretidellastoria.wordpress.com/2017/10/15/un-
                    sacrificio-che-salvo-un-intero-paese/, consultato il 24 maggio 2024.
               42   Attualmente  è  in  corso  l’iter  canonico  per  la  sua  beatificazione.  Comando  Generale
                    dell’Arma dei Carabinieri, L’Arma nella Resistenza. Carabinieri per la patria 1943-1945, catalogo
                    mostra, Pierre Stampa, 2023, Roma, p. 37.

                                                                                        165
   162   163   164   165   166   167   168   169   170   171   172