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1944. LA RESISTENZA DEI CARABINIERI IN LIGURIA
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dei carabinieri Riccardo Moizo che si era presentato il 4 febbraio 1944 al
Comando GNR di Savona, dichiarando di volersi costituire . La speranza da
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parte dei vertici fascisti era che il gesto dell’alto ufficiale potesse essere da esem-
pio per altri carabinieri ad arruolarsi nella Repubblica Sociale. In realtà la rispo-
sta attesa non ci fu e le formazioni clandestine reagirono puntando sull’ulteriore
rafforzamento delle proprie strutture interne ed unendosi al Fronte della
Gioventù che, non essendo stato implicato in arresti fino a quel momento,
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aveva conservato intatte le sue forze, riuscendo ben presto ad estenderle attra-
verso un nutrito reclutamento di giovani in tutta la provincia .
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La reazione nazifascista non tardò ad arrivare e si concretizzò in rappresaglie
e arresti su larga scala che, a partire dalla seconda metà di gennaio fino al marzo
successivo, arrecarono duri colpi alle organizzazioni della Resistenza e al CLN,
interessando specialmente la zona nord-ovest di Genova. In quel territorio molto
vicino alla provincia di Alessandria vi fu il coinvolgimento, accanto alla Brigata che
prendeva il nome della città piemontese, anche della Brigata partigiana “Liguria”.
Nelle operazioni ebbero un ruolo determinante i carabinieri della Stazione di
Voltaggio e delle stazioni vicine che decisero di schierarsi al fianco dei partigiani.
Con l’impiego di circa 5.000 uomini, appoggiati da autoblindo, carri armati, pezzi
di artiglieria da 149 nonché da un aereo tipo «Cicogna» per l’osservazione e i col-
legamenti, i tedeschi dettero vita ad un disastroso rastrellamento dell’area. Dopo
una strenua difesa, quasi tutti i componenti delle due Brigate furono circondati e
presi prigionieri. Anche alcuni carabinieri, avendo esaurite le scorte di munizioni,
nel corso dei combattimenti caddero in mano al nemico. Settantacinque partigiani,
molti giovanissimi, furono fucilati, così come i carabinieri Pierino Melagro ,
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Clemente Farina, Guido Taddei e Nicolò Galioto, della stazione di Voltaggio.
Purtroppo, l’offensiva di primavera iniziata dal comando germanico contro
19 Il generale comandante dei carabinieri, alla data del 8 settembre 1943 comandava militar-
mente la provincia di Lubiana.
20 G. Gimelli, op. cit., vol. I, p 127.
21 Il Fronte della Gioventù era stato costituito da due giovani operai della Scarpa Magnano,
Francesco Vigliecca (Kamo), Stefano Peluffo (Penna) e dallo studente Giuseppe Noberasco
(Libro, poi Gustavo).
22 G. Gimelli, op. cit., vol. I, p 126.
23 Il carabiniere Melagro, di appena 23 anni, portato di fronte al plotone di esecuzione, nel momen-
to in cui il comandante ordinò il fuoco, gridò «Viva l’Italia». Al carabiniere verrà concessa la
Croce di Guerra al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione: Sdegnato di piegarsi ad
indossare la camicia nera, non esitava ad abbandonare il proprio reparto, e, portato seco tutte le armi, raggiungeva
con alcuni compagni le montagne circostanti allo scopo di unirsi alle formazioni partigiane ivi operanti nella lotta
comune contro l’oppressore della Patria. Caduto, in seguito a sfortunata circostanza, nelle mani del nemico, il quale
non poté impadronirsi della sua persona prima di aver duramente combattuto, veniva per alcuni giorni rinchiuso
nelle prigioni della caserma di Voltaggio (Alessandria), e infine, a seguito di sommario processo barbaramente fuci-
lato. Davanti al plotone di esecuzione le sue ultime parole erano: «Viva l’Italia!» Voltaggio, 11 aprile 1944.
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