Page 158 - Numero Speciale 2024-2
P. 158
I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Al proclama si legò una nuova e dura reazione da parte dei fascisti e delle
SS che la sera del 15 gennaio arrestarono nelle loro abitazioni alcuni dirigenti del
movimento antifascista e numerosi componenti dei gruppi di cospirazione che
operavano all’interno degli stabilimenti genovesi. Incarcerati insieme ad altri
antifascisti precedentemente arrestati, furono tutti condotti a Sampierdarena,
caricati su un vagone e deportati in Germania, al campo di Dacau.
Quel vagone che partì dallo scalo merci di Sampierdarena/Forni, con un cari-
co di 42 prigionieri politici, trasportava il primo contingente di deportati genovesi
per la Germania. Tra essi anche Ugo Ughi , classe 1891, già colonnello dei carabi-
10
nieri che poi era divenuto capo della sorveglianza del gruppo stabilimenti Ansaldo.
Il treno partì la sera del 16 gennaio, sostò a Verona e ad Innsbruck, giungendo a
destinazione la sera del 19. Il giorno 20, i 42 deportati furono immatricolati.
In realtà quella di gennaio non fu l’unica deportazione attuata dai nazifa-
scisti a danno delle popolazioni liguri. Un altro evento simile avvenne sul finire
di quel tragico 1944, esattamente il 21 novembre, quando quasi tutta la città di
La Spezia fu investita da una dura rappresaglia, riconducibile alla uccisione da
parte dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) di un noto fascista di Magliarina.
Quel fatto costituì il pretesto per porre in atto un grande rastrellamento che
portò al prelevamento dalle loro abitazioni di quanti più cittadini possibili di
ogni ceto sociale, professione ed età, sospettati di collegamento con le forze
della Resistenza e con il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) spezzino. La
maggior parte dei circa 250 cittadini arrestati era stata trasferita quasi subito via
mare a Genova, caricata su barconi trainati da bettoline, per evitare che attacchi
partigiani avessero potuto ostacolare quelle operazioni. Da Genova, poi, quasi
tutti gli spezzini arrestati furono deportati in Germania .
11
2. L’organizzazione delle formazioni clandestine della Resistenza ligure
e la reazione nazifascista
La tensione che scaturì dalle dure azioni nazifasciste in quei primi mesi del
1944 fu tale che le organizzazioni clandestine e partigiane furono messe a dura
prova e svilupparono pertanto la consapevolezza di una urgente ed efficace rior-
ganizzazione interna. A proposito, determinante fu l’intervento del Comitato
Militare spezzino che, valutato l’impegno dei GAP, la formazione di nuove
bande e lo sviluppo di collegamenti via radio sempre più frequenti e necessari
per i contatti con gli alleati, propose una caratterizzazione prettamente militare
10 Archivio Storico dell’Arma dei Carabinieri (da ora ASAC), Documentoteca, scatola 593,
fascicolo 1 (d’ora in poi D593.1).
11 G. Gimelli, op. cit., vol. I, p. 323.
156

