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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  Al proclama si legò una nuova e dura reazione da parte dei fascisti e delle
             SS che la sera del 15 gennaio arrestarono nelle loro abitazioni alcuni dirigenti del
             movimento antifascista e numerosi componenti dei gruppi di cospirazione che
             operavano  all’interno  degli  stabilimenti  genovesi.  Incarcerati  insieme  ad  altri
             antifascisti  precedentemente  arrestati,  furono  tutti  condotti  a  Sampierdarena,
             caricati su un vagone e deportati in Germania, al campo di Dacau.
                  Quel vagone che partì dallo scalo merci di Sampierdarena/Forni, con un cari-
             co di 42 prigionieri politici, trasportava il primo contingente di deportati genovesi
             per la Germania. Tra essi anche Ugo Ughi , classe 1891, già colonnello dei carabi-
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             nieri che poi era divenuto capo della sorveglianza del gruppo stabilimenti Ansaldo.
             Il treno partì la sera del 16 gennaio, sostò a Verona e ad Innsbruck, giungendo a
             destinazione la sera del 19. Il giorno 20, i 42 deportati furono immatricolati.
                  In realtà quella di gennaio non fu l’unica deportazione attuata dai nazifa-
             scisti a danno delle popolazioni liguri. Un altro evento simile avvenne sul finire
             di quel tragico 1944, esattamente il 21 novembre, quando quasi tutta la città di
             La Spezia fu investita da una dura rappresaglia, riconducibile alla uccisione da
             parte dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) di un noto fascista di Magliarina.
             Quel fatto costituì il pretesto per porre in atto un grande rastrellamento che
             portò al prelevamento dalle loro abitazioni di quanti più cittadini possibili di
             ogni ceto sociale, professione ed età, sospettati di collegamento con le forze
             della Resistenza e con il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) spezzino. La
             maggior parte dei circa 250 cittadini arrestati era stata trasferita quasi subito via
             mare a Genova, caricata su barconi trainati da bettoline, per evitare che attacchi
             partigiani avessero potuto ostacolare quelle operazioni. Da Genova, poi, quasi
             tutti gli spezzini arrestati furono deportati in Germania .
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             2.  L’organizzazione delle formazioni clandestine della Resistenza ligure
               e la reazione nazifascista
                  La tensione che scaturì dalle dure azioni nazifasciste in quei primi mesi del
             1944 fu tale che le organizzazioni clandestine e partigiane furono messe a dura
             prova e svilupparono pertanto la consapevolezza di una urgente ed efficace rior-
             ganizzazione interna. A proposito, determinante fu l’intervento del Comitato
             Militare  spezzino  che,  valutato  l’impegno  dei  GAP,  la  formazione  di  nuove
             bande e lo sviluppo di collegamenti via radio sempre più frequenti e necessari
             per i contatti con gli alleati, propose una caratterizzazione prettamente militare

             10   Archivio  Storico  dell’Arma  dei  Carabinieri  (da  ora  ASAC),  Documentoteca,  scatola  593,
                  fascicolo 1 (d’ora in poi D593.1).
             11   G. Gimelli, op. cit., vol. I, p. 323.

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