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1944. LA RESISTENZA DEI CARABINIERI IN LIGURIA
delle formazioni resisten-
ziali, al fine di rendere più
efficiente il coordinamen-
to tra le realtà della pro-
vincia e delle zone limitro-
fe .
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Il nuovo assetto di
quelle formazioni vide
naturalmente convolti
anche i carabinieri operan-
ti sul territorio che, o
rimanendo fedeli al pro-
prio impiego e/o aderen-
do alle attività clandestine,
furono particolarmente
attivi nella lotta, non
nascondendo il fervido
sostegno alla causa di libe-
razione. Emblematico, al
riguardo è l’episodio risa-
lente al 27 gennaio 1944,
quando i tedeschi, nell’im-
periese, attaccavano la
banda Cascione, forma-
zione partigiana al coman-
do di Felice Cascione,
Rastrellamento Voltaggio
operativa ad Alto, in val (Fonte: G. Gimelli, op. cit., vol. I, p. 159.)
Pennavaira. Durante lo
scontro a fuoco, il carabiniere Cortellucci , componente della banda, fu cattura-
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to e ferocemente torturato, affinché rivelasse il nome del comandante. Ma il
carabiniere non cedette. Fu allora che il Cascione, per porre fine al supplizio, ele-
vandosi da un muretto ove si era nascosto perché gravemente ferito, si rivelò al
nemico. Immediatamente catturato, il comandante fu ucciso a raffiche di mitra,
mentre il carabiniere Giuseppe Cortellucci (nome di battaglia “pippo” -
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Carabiniè) , trattenuto dai nazifascisti, fu seviziato e torturato, fino a quando
12 Ivi, p. 116.
13 ASACC, D1307.15.
14 https://archivi.polodel900.it/entita/Cortellucci,%20Giuseppe,%20(Pippo,%20Carabin%C3%A8).
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