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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
poi, riuscito a scappare si unì al distaccamento “Mirko” della 4 Brigata-
a
Divisione “Felice Cascione” .
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Diverso fu l’episodio di Reciano (Montenotte), dove a metà gennaio 1944
fu giustiziato per mano dei partigiani l’ex maresciallo dei carabinieri di Pontivrea,
tale Recuperi che avendo aderito al PFR (Partito Repubblicano Fascista), si era
particolarmente accanito contro gli sbandati dell’8 settembre 1943 e contro i
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renitenti di leva . In realtà quello di Reciano fu un episodio isolato che ci forni-
sce la dimensione di un momento particolarmente difficile per i carabinieri effet-
tivi in quei territori, la cui posizione era vista con crescente diffidenza dai vertici
della GNR che, dalle relazioni mensili loro inviate, assumevano informazioni
preoccupanti circa la demoralizzazione evidente tra le fila dell’Arma e constata-
vano giorno per giorno un sempre più scarso spirito di collaborazione. Di qui la
decisione da parte dei comandi fascista e germanico di sciogliere definitivamente
(e con misure drastiche quali in certi casi la deportazione) i reparti dell’Arma dei
Carabinieri, la cui organizzazione territoriale periferica non era stata modificata
dal decreto costitutivo della GNR e che in Liguria aveva continuato a funzionare
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anche dopo la deportazione attuata a Roma (7 ottobre 1943) .
In seguito a tali constatazioni le autorità germaniche e fasciste decisero di
potenziare le varie questure e provvidero ad effettuare una revisione dei propri
quadri, nonché delle fila della GNR, soprattutto nell’ottica di adottare, nel corso
delle sempre più impegnative operazioni di polizia, reparti armati dipendenti
direttamente dalle federazioni del PFR, composti prevalentemente dagli squa-
dristi più fedeli al nuovo regime, posti direttamente agli ordini di sottufficiali e
ufficiali delle polizie germaniche .
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Oltre alla riorganizzazione interna, i nazifascisti pensarono di divulgare,
come deterrente psicologico, le manovre in atto, comunicando, mediante pub-
blicazione sui quotidiani di maggiore tiratura, notizie relative al giuramento
delle nuove forze armate reclutate con i bandi di novembre 1943 finalizzati
all’ingresso nella RSI (Repubblica Sociale Italiana). Il giuramento in questione
sarebbe stato pronunciato il 9 febbraio 1944, novantacinquesimo anniversario
della Repubblica Romana ed avrebbe visto la partecipazione anche del generale
15 Il 29 dicembre 1944 il carabiniere Cortellucci rimase gravemente ferito in uno scontro a
fuoco contro l’invasore, e per non cadere nelle loro mani si suicidava a soli 20 anni. Decorato
Medaglia d’Argento al Valor militare. Nel 1989 gli viene intitolata la caserma di Martinsicuro
(TE). (https://mapparesistenzatigullio.com/2021/10/07/i-carabinieri-nella-resistenza-sto-
rie-di-lotta-deportazione-e-martirio-in-nome-della-liberta-e-della-democrazia/).
16 G. Gimelli, op. cit., vol. I, p. 125.
17 Si vedano i contributi alla deportazione apparsi in Flavio Carbone (a cura di), Forza alle
legge. Studi storici su Carabinieri, Gendarmerie e Polizie Armate, Roma, Nadir Media, 2023.
18 G. Gimelli, op. cit., vol. I, p 169.
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