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IL MARESCIALLO D’ALLOGGIO CIRO SICILIANO. FORNO DI MASSA, 13 GIUGNO 1944
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dipendenze dal capitano di vascello Max Berninghaus .
Le unità militari naziste attuarono una mossa a tenaglia. Divise in due ali-
quote: un primo gruppo appiedato transitò dalla limitrofa frazione di
Colonnata e scese dal bosco del Vergheto verso il paese senza problemi, l’altro
gruppo motorizzato risalì il fondovalle percorrendo via bassa Tambura. Tale
contingente, formato principalmente da tedeschi nei pressi della località
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Bizzarro, subì un rallentamento a causa dell’esplosione di una mina . Un
secondo ordigno non deflagrò poiché i tedeschi ferirono il partigiano incaricato
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di farlo esplodere . A Forno i partigiani si organizzarono a difesa e Tito si
mosse verso la caserma dei carabinieri.
Quando la colonna nazista giunse nei pressi della Chiesa di S. Anna di
Forno fu costretta ad arrestarsi a causa del fuoco aperto da un nucleo di parti-
giani capeggiati da Mario Conti .
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Impossibilitati ad avanzare, furono richiesti rinforzi al console Fossa a
Massa. Dalla prima abitazione a sinistra all’ingresso del paese, due mitragliatrici
comandate dal Carabiniere Francesco Tongiani aprirono il fuoco . I tedeschi,
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entrati in paese, furibondi per le perdite subite urlavano e sparavano all’indiriz-
zo delle finestre.
Dall’inizio del rastrellamento, don Tonarelli cercò di evitare qualsiasi spar-
gimento di sangue, arrivando ad offrire la sua vita in cambio di quella di even-
tuali ostaggi . Il sacerdote, assieme ad altri paesani, fu testimone dell’omicidio
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di due giovani uomini. In Piazza Martiri, l’anziana Mariannina Manfredi non
fece in tempo ad aprire completamente la porta di casa che fu raggiunta alla
gola da un colpo esploso dall’arma di un soldato della X MAS .
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Ignari del loro destino, donne, bambini e anziani furono portati nella stra-
da che conduce al piccolo cimitero, alla sinistra del fiume. Gli uomini furono
concentrati inizialmente nella via principale del paese, divisi in due file.
Qualcuno, in preda al panico e alla paura, tentò la fuga attraversando il fiume.
Uno dei fuggitivi fu ucciso.
53 Comandante della Marina da guerra tedesca navigante della Liguria, fu autore dell’accordo
con il Comandante Borghese per la nascita della X MAS. Il 26 aprile 1945 rifiutò la resa della
città di Genova, firmata dal generale Meinhold, condannato a morte in contumacia dal CV
della Marina Tedesca. Si ritirò con le sue truppe e alcuni italiani verso il passo della Scoffera.
Intrappolato, firmò la resa con gli americani, poi si uccise insieme al capitano Stoffel.
54 Forno 13 giugno 1944 cit., p. 93.
55 Ivi, p. 76.
56 Ivi, pp. 31 e 117.
57 Ivi, p. 76.
58 Testimonianza orale di Vittorio Tonarelli all’autore Paolo Pieraccini nel settembre 1993.
59 Forno 13 giugno 1944 cit., p. 100.
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