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IL MARESCIALLO D’ALLOGGIO CIRO SICILIANO. FORNO DI MASSA, 13 GIUGNO 1944




                    Alla fine un solo militare scortato poté recuperare la biancheria.
                    Alle ore 5 del 6 giugno 1944 iniziarono le operazioni per il trasferimento
               dei Carabinieri. Pochi minuti dopo giunse un manipolo di Mai Morti , armati di
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               moschetti automatici, che formarono un cordone attorno ai carabinieri disar-
               mati fatti salire su di un bus.
                    Il capitano Dolce, per paura che i prescelti potessero fuggire, dopo aver
               disposto il loro disarmo, li rinchiuse nelle camere di sicurezza della caserma
               sino all’arrivo della corriera. Il recupero dei militari di Apuania terminò alla
               tenenza di Pontremoli. Dopo una breve sosta il torpedone si mosse sul passo
               della  Cisa,  tra  Parma  e  Massa  Carrara.  Appena  superato  il  passo,  alcuni
               Carabinieri riuscirono a bloccare il mezzo e disarmare i sottufficiali di scorta.
               Tutti furono fatti scendere e a piedi si inoltrarono nella fitta boscaglia. I fuggia-
               schi, certi della loro riuscita, liberarono gli sgraditi accompagnatori. Anche il
               fallito  tentativo  di  trasferire  i  Carabinieri  di  Apuania  rappresenta  l’ennesima
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               testimonianza di resistenza passiva .

               5.  I Partigiani in azione e l’occupazione di Forno
                    Sin dalla metà di maggio 1944, i partigiani apuani avviarono una serie di
               azioni di disturbo attaccando i presidi isolati, disarmando militi e soldati tede-
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               schi .
                    Per organizzare al meglio le forze e dare vita ad un’unica formazione apua-
               na, il CLN si incontrò nella località Campaccio, non lontano dal monte Carchio
               nei pressi del Termo Pasquilio, con esponenti della Mulargia . Fu deciso che il
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               nuovo comandante della formazione sarebbe stato il sottotenente di comple-
               mento Marcello Garosi, nome di battaglia Tito . Gli uomini si sarebbero spo-
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               stati presso la località Agli Alberghi, in una posizione centrale delle Alpi Apuane,
               sopra Forno, dove fu trasferita la base.


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               32   In gergo locale, i reduci del Battaglione M della milizia della 85  legione Apuania, che nono-
                    stante facessero già parte della GNR, mantennero le “emme” di color rosso sulle loro giub-
                    be. La caserma della MVSN era ubicata nei pressi del comando Carabinieri, in palazzo Pelù.
               33   Ordinati su tre battaglioni ognuno dei quali diviso in tre compagnie, raggiunsero la Germania
                    circa 1.500 carabinieri. Il trasferimento avvenne con una tradotta ferroviaria, sotto scorta di
                    15 soldati tedeschi comandati da un certo capitano Busch. L’8 giugno 1944 il treno arrivò nel
                    campo di aviazione di Detmolt, tra i boschi della selva di Teutoburgo. Il 26 giugno i carabi-
                    nieri vennero divisi in cinque scaglioni e diretti in altrettante località. ASACC, AS, PUARV,
                    Serie Discriminazione ufficiali, fasc. di Lastretti Giuseppe.
               34   Si  veda  Notiziari  della  Guardia  Nazionale  Repubblicana,  https://www.notiziarignr.it
                    /home/default.asp, ultima consultazione 30 giugno 2022.
               35   Fruzzetti, Grossi, Michelucci, Forno 13 giugno 1944, Edizioni Ceccotti, p. 74. Intervista Pietro
                    Del Giudice.
               36   Fiorentino, di famiglia benestante, sottotenente dei bersaglieri.

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