Page 140 - Numero Speciale 2024-2
P. 140

I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



             Carabinieri nel piazzale dicendo: per ordine superiore siamo qui oggi invitati a prestare
             un  nuovo  giuramento.  Ricordatevi  che  siete  ancora  dei  Carabinieri.  Quel  giuro  gridatelo
                30
             forte .
                  Anche i Carabinieri nella caserma Dogali furono costretti a firmare la for-
             mula di giuramento, ma non tutti aderirono. Chi si rifiutò fu rinchiuso nella
             camera di sicurezza. Per piegare la loro volontà fu dato ordine di arrestarne i
             parenti.  Nel  caso  del  Carabiniere  Logli,  il  maresciallo  maggiore  Gavino
             Massidda interessò la stazione competente per luogo di residenza della sorella
             per ordinarne il fermo.
                  L’atteggiamento del maggiore Lastretti nell’imporre il giuramento e la ritor-
             sione sui dissidenti è in evidente contrapposizione con il suo sostegno al CLN
             di Massa. Tale condotta fu attuata probabilmente per tutelare i Carabinieri stessi.
             Nonostante il clima e le minacce, infatti, non fu condotta alcuna repressione nei
             confronti dei Carabinieri e dei loro familiari. Sembra potersi affermare che gli
             ufficiali dell’Arma mantennero tale atteggiamento poiché a Carrara, patria di
             Renato Ricci, si era instaurato un fascio repubblicano i cui componenti persegui-
             tarono gli avversari politici e i militari dell’Arma locale dei quali diffidavano.
                  Il 1° aprile 1944 fu costituito il comando provinciale della GNR e conte-
                                                               31
             stualmente sciolto il gruppo Carabinieri di Apuania . Nel maggio successivo,
             Renato Ricci, comandante generale della GNR, dispose l’invio di un contingen-
             te di cinquemila Carabinieri in Germania, per allontanarli dal Paese.
                  Il maggiore Lastretti, dopo un discorso di circostanza, lasciò al capitano
             Arizio l’onere di radunare gli uomini (quarantadue carabinieri, tra cui due sot-
             tufficiali) che da Apuania, il 6 giugno 1944, si sarebbero concentrati nel Nord
             Italia accompagnati da una scorta militare fino al passo della Cisa, apparente-
             mente per sventare eventuali attacchi dei partigiani di quella zona.
                  Le operazioni di selezione del personale determinarono numerose defe-
             zioni. I cinque carabinieri della compagnia di Massa individuati si ribellarono.
             Uno dei militari prescelti disse: io non vado da nessuna parte con una risposta pic-
             cata del maggiore: gli ordini si eseguono, non si discutono. I nominativi sono stati conse-
             gnati al Comando Provinciale e pertanto non possono più essere sostituiti!
                  Due dei cinque predestinati cercarono di allontanarsi dalla caserma per
             andare in lavanderia, ma furono bloccati.

             30   ASACC, AS, PUARV, Serie Discriminazione ufficiali, fasc. di Lastretti Giuseppe. Dichiarazioni
                  del Carabiniere Sacchelli Ciro e del vicebrigadiere Aladino Tomei.
             31   Ci furono una serie di episodi che videro i Carabinieri costretti a collaborare con i repubbli-
                  chini e con i tedeschi nei rastrellamenti come quello più noto di cava Mazzucchelli dove i
                  militari dell’Arma riuscirono ad evitare la fucilazione di due giovani che i fascisti avrebbero
                  voluto uccidere.

             138
   135   136   137   138   139   140   141   142   143   144   145