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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Carabinieri nel piazzale dicendo: per ordine superiore siamo qui oggi invitati a prestare
un nuovo giuramento. Ricordatevi che siete ancora dei Carabinieri. Quel giuro gridatelo
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forte .
Anche i Carabinieri nella caserma Dogali furono costretti a firmare la for-
mula di giuramento, ma non tutti aderirono. Chi si rifiutò fu rinchiuso nella
camera di sicurezza. Per piegare la loro volontà fu dato ordine di arrestarne i
parenti. Nel caso del Carabiniere Logli, il maresciallo maggiore Gavino
Massidda interessò la stazione competente per luogo di residenza della sorella
per ordinarne il fermo.
L’atteggiamento del maggiore Lastretti nell’imporre il giuramento e la ritor-
sione sui dissidenti è in evidente contrapposizione con il suo sostegno al CLN
di Massa. Tale condotta fu attuata probabilmente per tutelare i Carabinieri stessi.
Nonostante il clima e le minacce, infatti, non fu condotta alcuna repressione nei
confronti dei Carabinieri e dei loro familiari. Sembra potersi affermare che gli
ufficiali dell’Arma mantennero tale atteggiamento poiché a Carrara, patria di
Renato Ricci, si era instaurato un fascio repubblicano i cui componenti persegui-
tarono gli avversari politici e i militari dell’Arma locale dei quali diffidavano.
Il 1° aprile 1944 fu costituito il comando provinciale della GNR e conte-
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stualmente sciolto il gruppo Carabinieri di Apuania . Nel maggio successivo,
Renato Ricci, comandante generale della GNR, dispose l’invio di un contingen-
te di cinquemila Carabinieri in Germania, per allontanarli dal Paese.
Il maggiore Lastretti, dopo un discorso di circostanza, lasciò al capitano
Arizio l’onere di radunare gli uomini (quarantadue carabinieri, tra cui due sot-
tufficiali) che da Apuania, il 6 giugno 1944, si sarebbero concentrati nel Nord
Italia accompagnati da una scorta militare fino al passo della Cisa, apparente-
mente per sventare eventuali attacchi dei partigiani di quella zona.
Le operazioni di selezione del personale determinarono numerose defe-
zioni. I cinque carabinieri della compagnia di Massa individuati si ribellarono.
Uno dei militari prescelti disse: io non vado da nessuna parte con una risposta pic-
cata del maggiore: gli ordini si eseguono, non si discutono. I nominativi sono stati conse-
gnati al Comando Provinciale e pertanto non possono più essere sostituiti!
Due dei cinque predestinati cercarono di allontanarsi dalla caserma per
andare in lavanderia, ma furono bloccati.
30 ASACC, AS, PUARV, Serie Discriminazione ufficiali, fasc. di Lastretti Giuseppe. Dichiarazioni
del Carabiniere Sacchelli Ciro e del vicebrigadiere Aladino Tomei.
31 Ci furono una serie di episodi che videro i Carabinieri costretti a collaborare con i repubbli-
chini e con i tedeschi nei rastrellamenti come quello più noto di cava Mazzucchelli dove i
militari dell’Arma riuscirono ad evitare la fucilazione di due giovani che i fascisti avrebbero
voluto uccidere.
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