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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
del controspionaggio si riunirono nei pressi della Cittadella di Bastia per rag-
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giungere Piombino il giorno successivo a bordo del piroscafo Sauro .
Complessivamente trentuno militari del SIM còrso raggiunsero Bagni di Lucca,
la sede di campagna della legione Carabinieri Reali di Livorno. Il 13 settembre
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Siciliano si ricongiunse alla famiglia a Forno . Rientrò in servizio con l’incarico
di comandante di stazione il 10 ottobre 1943. Nel frattempo, fu destinato quale
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comandante del gruppo di Apuania il maggiore Giuseppe Lastretti , sfuggito
dal convoglio ove era stato fatto salire dopo la cattura a Roma il 7 ottobre
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1943 .
3. I primi nuclei partigiani apuani
L’8 settembre 1943 e i giorni a seguire, il battaglione alpino Val di Fassa, di
presidio in località “Piana Maggio”, nel valico della foce tra Massa e Carrara,
distante circa sei chilometri in linea d’aria da Forno, oppose una iniziale resi-
stenza ai tedeschi, ma poi gli alpini informati dello scioglimento dal loro coman-
dante, maggiore Amedeo Cordero di Montezemolo, si sbandarono e le armi
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furono recuperate da alcuni uomini, che formarono le prime bande . Già il 10
settembre in località “la Foce” alcuni partigiani si scontrarono con i tedeschi .
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Il 12 settembre nella frazione montana di Bargana, sempre in provincia di
Massa, un primo gruppo di sei uomini, capeggiato da Mario Lazzarotti, riuscì a
11 V. Sais, Il controspionaggio italiano cit., p. 60.
12 Dalla consultazione del foglio matricolare emerge che ebbe una licenza di venti giorni. AS
Massa, foglio matricolare di Ciro Siciliano. Secondo il Sais, in licenza di convalescenza della
durata novanta giorni, V. Sais, Il controspionaggio italiano in Sardegna cit.
13 Nato ad Arezzo il 22 febbraio 1899. Prestò servizio nell’Arma dal 28 maggio 1922. Iscritto
al Partito Nazionale Fascista il 3 marzo 1925, senza ricoprire cariche. Allo scoppio della
Guerra prestò servizio presso il XX Battaglione CC RR in Jugoslavia. Nella notte tra l’8 e il
9 settembre combatte contro le truppe tedesche. La mattina seguente riusciva a fuggire dal
campo in contumacia le di Postumia, rigorosamente sorvegliato dai tedeschi. Durante la lunga
marcia di ritirata, da Postumia a San Giorgio di Nogaro, aiutò i partigiani sloveni fornendo
equipaggiamento. Giunto nella capitale, il 27 settembre 1943 gli fu assegnato il comando inte-
rinale del 2° Battaglione territoriale. Il 7 ottobre fu catturato a Roma. Il 10 riuscì a fuggire a
Pordenone dal convoglio, gettandosi dal treno in movimento. Sbandato sino al 24 novembre
1943. Sapendo di essere ricercato, riprese servizio per evitare rappresaglie alla famiglia. Il 22
giugno 1944 abbandonò il servizio, sfuggendo all’arresto di massa che venne fatto nei con-
fronti dei Carabinieri, ASACC, Archivio Storico (AS), Fondo Personale Ufficiali Affari
Riservati Vari (PUARV), Serie Discriminazione ufficiali, fascicolo di Lastretti Giuseppe.
14 Sulla vicenda della deportazione dei Carabinieri di Roma, si rinvia ai contributi di
Massimiliano Sole e Anna Maria Casavola apparsi in Flavio Carbone (a cura di), I Carabinieri
del 1943. Numero Speciale della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, a. LXX (2023).
15 Francesco Berti, Diario di un anno - cattolici e resistenza in Toscana, Firenze, Edizioni Polistampa,
2005, p. 142. Sul fatto si veda anche: Emilio Palla, Popolo e Partigiani sulla linea gotica, Legnano,
Edizioni Landoni, 1974, p. 44.
16 Si veda Notiziari della Guardia Nazionale Repubblicana, https://www.notiziarignr.it
/home/default.asp, ultima consultazione 30 giugno 2022.
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