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IL NUOVO CORPO DELLA GUARDIA NAZIONALE REPUBBLICANA. I CARABINIERI DI LUCCA
Con il popolo italiano, anche i carabinieri attraversarono giorni dramma-
tici a partire dal giugno 1944, e pure in Lucchesia iniziò la deportazione dei
carabinieri, ritenuti dai tedeschi dannosi per la sicurezza a ridosso della linea di
operazioni; ancora il Diario legionale, richiama la triste vicenda della cattura e
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della deportazione in Germania di un numeroso gruppo di carabinieri : Il 6 giu-
gno 1944, la radio Roma comunicò che, dopo la liberazione della città, si erano ripresentati
6.000 carabinieri. Tale notizia provocò senz’altro il rastrellamento da parte tedesca dei com-
ponenti di numerose nostre stazioni, con l’invio dei militari rastrellati al Nord. Nell’ambiente
della Gnr, nei riguardi degli appartenenti all’Arma, apertamente si parlò di elementi infidi,
sui quali il governo repubblicano non poteva far alcun affidamento. Gli ufficiali stessi della
Milizia diedero aperto sfogo a tutto il livore che da tempo essi manifestavano nei riguardi
dell’Arma.
In Bagni di Lucca, nell’ultima decade di giugno 1944, l’organizzazione tedesca Todt
impegnò in lavori manuali i nostri ufficiali ed i militari in quel comune dislocati. Dopo alcuni
giorni, costoro furono riuniti in Bagni di Lucca col pretesto di ricevere il compiacimento da
parte di un colonnello di tale organizzazione e colà rinchiusi nella sede del comando. Il 24
giugno 1944, il ten.col. Tortorella, il ten.col. Bruno, il cap. Di Giorgio e circa 43 sottufficiali
e carabinieri vennero caricati su di un autocarro e trasportati al Nord. I rimanenti si sban-
darono nella zona, per sottrarsi alla cattura.
Si era quasi alla fine della esperienza dei carabinieri nella Rsi, perché già il
4 agosto 1944, dietro le forti pressioni tedesche, Renato Ricci venne esautorato,
la Gnr venne inglobata a sua volta nell’Esercito nazionale repubblicano e i tede-
schi decisero la soppressione di quel che restava dell’Arma, in considerazione
della più volte provata e stretta collaborazione con la Resistenza e con le forze
cobelligeranti del Regno d’Italia . Nel settembre 1944 oltre seimila carabinieri
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furono deportati in Germania, per molti altri ancora in servizio venne invece
disposto il congedo effettivo e soltanto poco più di un migliaio di carabinieri
rimase infine operativo, impiegato nella burocrazia militare di quella Repubblica
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che ormai stava vivendo gli ultimi sette mesi da “repubblichina” .
19 Ibidem.
20 Al riguardo, cfr. A. Ferrara, I Carabinieri nella Resistenza e nella guerra di Liberazione, Roma, 1978.
21 A. Galli, Carabinieri per la libertà. L’Arma nella Resistenza: una storia mai raccontata, Milano,
Mondadori, 2016.
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