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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Se da un punto di vista organizzativo tutto pareva essersi svolto per il
meglio, tuttavia non si verificarono scene di largo e diffuso entusiasmo. Anzi, la
federazione dei Fasci repubblicani di Lucca chiese subito spiegazioni in merito
al fatto che, durante la cerimonia del giuramento, «pochissimi carabinieri pre-
senti alzarono la mano e pronunciarono la parola “giuro” e allorché fu cantato
l’inno “Giovinezza”, la maggioranza non aprì bocca». La questione era alquanto
delicata (anche perché s’innestava sul più complesso interrogativo riguardante
l’opportunità di un esercito e una forza di polizia costituiti soltanto da persona-
le volontario o coscritto), tanto che pure Piazzesi parve indeciso circa il da farsi.
Il Capo della provincia era ben consapevole che il morale dei militari dell’Arma
dei Carabinieri era molto basso (egli stesso non era riuscito a far rimanere alla
guida del Comando di Lucca l’amico Ramelle di Celle e doveva assistere a un
poco tempestivo riassetto dell’Arma sul territorio), tanto che giunse a proporre
eventuali risoluzioni del caso al Comando generale della Gnr: «Mi viene riferito
che il morale dei carabinieri, fin da quando fu annunziato che dovevano prestare il giuramen-
to, è molto depresso e che la maggioranza ritiene che, essendo stata richiesta la firma indivi-
duale, ciò costituisca un vincolo per continuare a prestare servizio nella Guardia Nazionale
Repubblicana. Molti rilevano che, nonostante in una circolare del Comando generale fosse
stato precisato che non si intendeva coartare la volontà di alcuno e che per tanto sarebbe stata
rivolta interpellanza ai militari, finora nessuna richiesta è pervenuta dai Comandi superiori
per sapere quali di questi intendano far passaggio nella Gnr, mentre si riteneva che tale inter-
pellanza fosse fatta prima del giuramento, in modo che questo fosse prestato soltanto da chi
intendeva continuare a prestare servizio, volontario, nella nuova istituzione. Di conseguenza
molti carabinieri hanno cominciato a sbandarsi; alcuni sono rientrati dopo il giuramento pre-
stato dai compagni, altri non si sono più rivisti. Riguardo alla firma della formula del giu-
ramento, alcuni hanno sottoscritto; altri pure, ma molto indecisi; altri ancora non sottoscrivono
affatto. Sono stati proposti i seguenti provvedimenti:
1. Fare un’interpellanza per conoscere quanti carabinieri chiedono di rimanere a pre-
stare servizio nella Gnr, tenendo presente che anche fra coloro che hanno firmato molti non
intendono prestare servizio.
2. Adottare severi provvedimenti a carico di coloro che si allontanano, specialmente con-
tro coloro che, giovani d’età, non vogliono giurare per esimersi dal servizio.
Da tenere presente che, avendo osservato come a carico degli ufficiali che non hanno
voluto sottoscrivere la nota dichiarazione di fedeltà non sia stato adottato altro provvedimento
all’infuori di quello dell’invio in congedo, molti si cullano sulla speranza che, non giurando,
saranno inviati in congedo senz’altro provvedimento. Esiziale allo spirito militare è il fatto
che finora non è stato adottato alcun provvedimento a carico di coloro che sono stati denunziati
per diserzione».
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