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IL NUOVO CORPO DELLA GUARDIA NAZIONALE REPUBBLICANA. I CARABINIERI DI LUCCA




                    La questione era senza dubbio difficile, in considerazione del fatto che
               l’inquadramento dei carabinieri nella nuova istituzione procedeva a rilento e
               senza certezze, e quando giunse, il 14 marzo 1944, trovò un numero crescente
               di defezioni tra gli appartenenti all’Arma. Molti carabinieri si unirono allora
               alle formazioni partigiane, altri sabotarono dall’interno la Rsi e in breve si apri-
               rono numerose falle nei quadri della Gnr.
                    Ad ogni modo Ramelle Di Celle, rimasto a comandare l’ufficio stralcio di
               un dismesso gruppo, riferiva a Piazzesi: Tutti sono addolorati del provvedimento che
               riguarda l’Arma e preferirebbero indubbiamente continuare a prestare servizio nell’istitu-
               zione che amano […]. Vi sono fra i militari molti che aspirano al congedamento […], ma
               il loro numero non esce dalla normalità. Gli altri passeranno alla Gnr con fiducia e buona
               volontà, persuasi di apportarvi un utile contributo e di venire valorizzati per quello che val-
               gono. Nessuno ha ritenuto che il giuramento costituisse obbligo di far parte della Gnr. I
               dipendenti rispondono disciplinatamente e sono pienamente “alla mano”, ma ritengo oppor-
               tuno, anzi necessario, addivenire al più presto al congedamento:
                    1. dei militari che non gradiscono di continuare a prestare volontariamente servizio per-
               ché non vi sia disparità di trattamento per le varie FF.AA.;
                    2. dei militari di scarso rendimento per età, per cattive condizioni intellettuali o fisiche.
                    Ritengo altresì necessario addivenire al più presto alla eliminazione della presente situa-
               zione di disagio, lasciando l’Arma con le sue divise e le sue attribuzioni, o fondendola al più
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               presto nel nuovo organismo della Gnr .
                    Questa situazione “incresciosa” era sicuramente dipesa dal fatto che la
               Repubblica non aveva chiesto ai carabinieri se avessero voluto spontaneamen-
               te “aderire”, cioè rimanere nell’Arma, prima del giuramento. Era poi apparso
               evidente che i carabinieri, nella loro maggioranza, non ritenevano che il giura-
               mento costituisse automaticamente l’obbligo di far parte della Gnr. Ma la solu-
               zione di queste spinose controversie non passava a livello provinciale, nono-
               stante Piazzesi, a stretto contatto con la realtà, non avesse mancato di segna-
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               lare il problema e di proporne alcune correzioni .
               14   Il Comandante l’Ufficio Stralcio (Gruppo carabinieri di Lucca), al Comandante la Legione
                    carabinieri di Livorno, Lucca 25 febbraio 1944.
               15   Così scrisse Piazzesi al Ministro dell’Interno, il 6 marzo 1944: «Riterrei opportuno - scrisse in propo-
                    sito Piazzesi al Ministero dell’Interno - 1. Chiedere ai carabinieri se intendono rimanere volontaria-
                    mente nell’Arma; 2. Eliminare immediatamente tutti i militari di età avanzata, di scarso rendimento
                    fisico, intellettuale o, peggio ancora, morale. Soprattutto nei comandi di stazione si notano mentalità,
                    stati d’animo e, direi, cristallizzazioni che impediscono loro di essere i comandanti dei nuovi presidi
                    della Gnr; […] 4. Per togliere l’attuale stato di disagio fondere, al più presto possibile, i carabinieri e la
                    milizia nel nuovo organismo. Possibilmente i nuovi comandanti che vengono assegnati non dovreb-
                    bero più rivestire la vecchia uniforme, ma subito la nuova, per dare la sensazione che il dualismo esi-
                    stente tra Arma e Milizia oggi non ha più ragione di esistere; 5. Prima di prendere in esame la posi-
                    zione di un elemento, sarebbe opportuno che venisse chiesto il parere dei Capi delle province».

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