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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  Pur con tutto ciò il giuramento ebbe luogo: per i militari del comando nella caserma
             della milizia di Pisa, con una cerimonia brevissima e, per quelli delle stazioni, nell’interno
             della caserma, ove i militari sottoscrissero la relativa formula.
                  Dopo il giuramento il comando di Legione continuò le normali funzioni fino al 1° apri-
             le 1944 giorno in cui venne istituita ufficialmente la Gnr. Per conseguenza, vennero immessi
             a prestar servizio presso molte stazioni aliquote di militari della Milizia, il che produsse
             grave disagio morale tra gli appartenenti all’Arma e fece loro comprendere di essere soltanto
             dei “sorvegliati”».

             4.  L’ultima pagina…
                  La vicenda di Lucca evidenzia alcuni fattori che sarebbero stati comuni in
             tutta  la  Rsi:  da  un  lato  la  ineludibile  presenza  sul  territorio  dell’Arma  dei
             Carabinieri, perché a quelle strutture a quegli uomini ricorsero per le operazioni
             di polizia civile e militare, per il mantenimento dell’ordine pubblico e della pub-
             blica sicurezza, sia l’esercito tedesco di occupazione sia le autorità repubblicane;
             dall’altro  lato  la  forte  riottosità  nel  convergere  verso  il  nuovo  e  composito
             corpo della Guardia nazionale repubblicana, che avrebbe finito per snaturare le
             caratteristiche dei carabinieri per crearne di diverse.
                  Questi fattori furono effettivamente presenti in tutti i gruppi provinciali e
             anche al vertice delle legioni dell’Arma, con poche distinzioni. Anzi, in altre real-
             tà, come per esempio a Torino, le opposizioni alla confluenza nella Gnr furono
             a tal punto forti che il caso ebbe vasta eco e non fu risolto facilmente neppure
             con  l’intervento  dei  più  autorevoli  esponenti  della  Repubblica  sociale.  Molto
             spesso ci furono “accomodamenti” che permisero di tirare avanti, senza grossi
             strappi, nell’attesa che gli eventi bellici portassero chiarezza e permettessero di
             voltare pagina. Diverso, invece il discorso relativo alla adesione personale e quin-
             di alla collaborazione dei singoli al nuovo Stato (prima ancora che al fascismo
             repubblicano, che quasi mai si verifico apertamente): in alcune circostanze, tali
             adesioni e collaborazioni ci furono effettivamente - come in ogni settore della
             pubblica amministrazione e delle forze militari - ma riguardarono scelte perso-
             nali e di singoli militari, che avrebbero attraversato conflitti interiori etici e mora-
             li, prima ancora che convinzioni politiche, portando infine molti carabinieri ad
             operare nella Rsi col medesimo spirito di corpo che avrebbe attraversato tempi,
             istituzioni e Stati diversi, anche nella bufera dei giorni del transito del fronte di
             guerra (le operazioni militari sul territorio della Toscana settentrionale per la sta-
             bilizzazione  della  linea  durarono  circa  tre  mesi  e  furono  drammatiche  per  la
             popolazione civile, stretta tra bombardamenti, rappresaglie, fame, deportazioni,
             stragi e combattimenti, e insanguinarono l’intera estate del 1944).


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