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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Ammesso al corso sottufficiali presso la Scuola Centrale Carabinieri Reali,
fu promosso vicebrigadiere il 28 febbraio 1933, con destinazione la tenenza di
Sessa Aurunca. Volontario nella Campagna d’Etiopia, divenne brigadiere il 31
ottobre 1937 e rientrò in Italia il 17 agosto 1938, per essere destinato alla sta-
zione Carabinieri Reali di Forno in qualità di comandante, alle dipendenze della
legione di Livorno. Lì conobbe una ragazza del luogo, Anna Pegollo, nipote,
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figlia e sorella di dissidenti politici del tempo . È interessante sottolineare che la
documentazione reperita nel corso della ricerca identifica il nonno Armando e
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il padre Adamo rispettivamente come comunista e sovversivo .
Un fratello di Anna, Arnaldo, entrò nella Regia Aeronautica nel 1940.
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Capo partigiano della formazione Mulargia, morì a Massa il 10 aprile 1945 .
Il 9 aprile 1940 Siciliano fu trasferito al Servizio Informazioni Segrete
della Regia Marina a Roma. Tra l’aprile e l’ottobre dello stesso anno seppe met-
tersi in mostra tanto da meritare un encomio .
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Il 10 ottobre 1940 si sposò con Anna nella stessa Forno .
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2 Il nonno della donna, Armando classe 1874, era schedato e controllato almeno dagli anni
Venti, insieme al padre di Anna, Adamo classe 1898; di famiglia socialista, era proprietario di
un negozio di beni alimentari di fronte alla casa del fascio, già casa socialista. Secondo un
documento della stazione di Forno a carico di Adamo vi erano due procedimenti penale pen-
denti, una condanna a 12 giorni di reclusione e 5 mesi e 25 giorni di reclusione per lesioni
personali. Anche i fratelli Armando e Arnaldo ebbero problemi con la polizia politica.
3 Archivio di Stato di Massa Carrara (d’ora in poi AS MS), Fondo Questura - Gabinetto, Busta
B1-B26. Sul conto di Adamo, sovversivo e capo-cava, in una velina del 6 novembre 1928,
redatta dai Carabinieri Reali di Massa, si legge: … era uno dei comunisti più spinti e, sebbene
di limitata cultura letteraria, svolgeva propaganda sovversiva. Dal 1919 al 1922 prese parte a
tutte le manifestazioni sovversive ma dall’avvento del fascismo non consta si sia più interes-
sato di politica. Mentre, in data 13 ottobre 1929, emerge una denuncia per lesione gravi,
minacce a mano armata, porto e omessa denuncia di pugnale. Condannato a sei mesi di
reclusione per lesioni, fu assolto per amnistia per i restanti reati. L’uomo venne inoltre con-
dannato al pagamento di una multa di cento lire per esercizio arbitrario delle proprie ragioni,
AS MS, Fondo Questura - Gabinetto, Busta B1-B26.
4 Alla sua memoria è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare: “Perseguitato politico,
fu incitatore ed animatore dei giovani alla lotta di liberazione. Comandante di battaglione con
perizia e audacia condusse il suo reparto nelle continue azioni di guerriglia contro gli oppres-
sori infliggendo loro gravi perdite in uomini e mezzi. Alla testa delle sue compagnie attaccò
forti, importanti posizioni di resistenza tedesche scardinandole e volgendone in fuga i difen-
sori, catturando uomini, armi e munizioni. In un ultimo attacco, alla testa di un gruppo di ani-
mosi, dopo aver infranto le estreme difese nemiche, cadeva colpito dal piombo mentre stava
per issare il tricolore vittorioso sulla meta raggiunta. Fulgido esempio di ardimento e di amor
patrio, immolava la sua giovane esistenza per la libertà della Patria”. Massa, 10 aprile 1945.
5 L’encomio fu concesso dal Sottosegretario di Stato alla Marina, ammiraglio Arturo Ricciardi,
con questa motivazione: coadiuvò con slancio e profondo spirito di sacrificio il proprio ufficiale diretto in
lunghe e laboriosissime indagini i cui risultati contribuirono a stanare, nel periodo della preparazione bellica
e durante lo stato di guerra, l’attività di una estesa organizzazione spionistica operante in Italia di potenza
nemica, largamente individuata, oltre che nei metodi e nei mezzi, nei suoi affiati, due dei quali furono poi
condannati alla pena capitale e molti anche a pene esemplari (aprile - ottobre 1940).
6 Il matrimonio fu celebrato dal don Mario, nella chiesa del paese. Dall’unione nacquero due
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