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IL NUOVO CORPO DELLA GUARDIA NAZIONALE REPUBBLICANA. I CARABINIERI DI LUCCA
I 400 allievi, divisi in quattro compagnie, rimarranno a seguire i corsi nella
caserma di S. Romano sino ai trasferimenti del 20 giugno, allorquando anche la
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Scuola dovette trasferirsi per il nord Italia, con destinazione Pavia .
Proprio a partire dal giugno 1944, in considerazione dei vuoti apertisi
negli organici della Gnr per la costante defezione di molti ex carabinieri (e il che
permise una maggiore vitalità della resistenza attiva, visto che quasi tutti questi
uomini transitarono nelle file partigiane), numerosi distaccamenti in provincia
di Lucca (soprattutto quelli in Garfagnana) vennero soppressi e gli effettivi del
corpo trasferiti oltre Appennino.Il fronte di guerra si era rimesso velocemente
in moto, dopo lo sfondamento della meridionale Linea Gustav, ma altrettanto
velocemente si sarebbe riarrestato, questa volta alle pendici appenniniche della
provincia di Lucca, che venne così quasi tagliata a metà dalla nuova linea difen-
siva tedesca, la Linea Gotica, dal settembre 1944.
Quanto sopra viene, per sommi capi, ricordato anche dal Diario storico
della legione di Livorno, di cui faceva appunto parte integrante il gruppo di
Lucca, che, a Liberazione avvenuta, cercò di ricostruire per il Comando gene-
rale dell’Arma gli episodi che avevano segnato la “transizione” nella campagna
d’Italia : «In novembre 1943, giunse la prima richiesta di adesione al nuovo ordine e ad
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essa gli ufficiali risposero sottoscrivendo, con notevoli riserve mentali, la relativa scheda, in
attesa che la situazione divenisse più chiara. Il 15 dicembre detto anno la legione fu affidata
al comando interinale del ten. colonnello Solaini Guido, proveniente dalla Legione di Firenze,
squadrista, acceso filonazista che, a fine detto mese fu sostituito, per ragioni di salute, dal ten.
colonnello Galgano Renato, capo di numerosa famiglia. Questi, con l’autorizzazione del gene-
rale Carlino, si installò nella nuova sede legionale in una villa a Ponte a Serchio, a 7 chilo-
metri da Pisa. Sembra che la sua azione sia stata soprattutto intesa a mantenere la coesione
dei dipendenti comandi in attesa di tempi migliori.
Il 5 febbraio 1944, giunse l’ordine che tutti avrebbero dovuto prestare giuramento nelle
caserme della Milizia dei vari capoluoghi il mattino del 9 successivo, secondo la formula rap-
portata dalla stampa quotidiana.
Si rinnovò, come alla data dell’armistizio, un nuovo e più forte sbandamento e infatti
molti militari abbandonarono le stazioni dandosi alla macchia, mentre negli altri rimasti la
notizia produsse marcato malcontento.
17 La Scuola ebbe 23 caduti e gli allievi vennero impiegati anche in operazioni antipartigiane;
per le vicende della Scuola di Lucca, e del suo trasferimento a piedi lungo l’Appennino tosco-
emiliano con destinazione Pavia, nonché per le principali operazioni effettuate dagli allievi,
cfr. G. Pisanò, Storia delle Forze Armate della RSI, vol. III, Edizioni Visto, Milano, 1982, pp.
1765-1775 ed E. Cavaterra, Quattromila studenti alla guerra cit., pp. 77-93.
18 Diario storico della Legione dei RR.CC. di Livorno, Memorie storiche relative all’anno 1946, in Archivio
dell’Ufficio Storico dello Stato maggiore dell’Esercito.
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