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IL MARESCIALLO D’ALLOGGIO CIRO SICILIANO. FORNO DI MASSA, 13 GIUGNO 1944
Nei colloqui avuti tra Bondielli e il maggiore Lastretti fu delineata la con-
dotta da seguire per la tutela dell’ordine e la sicurezza pubblica, nonché l’orga-
nizzazione dei servizi di polizia al momento della liberazione. I Carabinieri
sarebbero dovuti rimanere al loro posto per garantire al CLN massese una forza
capace di frenare eventuali eccessi, specie all’atto della liberazione delle città di
Massa e Carrara.
Negli incontri si parlò anche di far disertare buona parte dei carabinieri
per unirsi alle formazioni della Resistenza . Tuttavia, non fu possibile poiché
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nell’agosto 1944, il maresciallo maggiore Leopoldo Marotta fu costretto ad
abbandonare la sua attività perché scoperto . Il capitano Arizio invece fu cat-
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turato e deportato in Germania .
Il maresciallo maggiore Marotta, proprio per i suoi preziosi contatti con il
CLN, su disposizione del maggiore Lastretti, prestò servizio presso l’ufficio
investigativo della GNR di Apuania, per raccogliere informazioni da passare
poi al locale CLN.
Il 26 gennaio 1944, nei mattinali della GNR, fu pubblicata la notizia che
era stato emesso un ordine di cattura a carico dei marescialli dell’Arma
Guglielmo Zini, Ottorino Alonzo, Giovanni Ciardella e dell’appuntato
Giovanni Stallone, poiché traditori della fede fascista. Tra questi Alonzo diven-
ne un elemento di spicco nella formazione partigiana Patrioti Apuani coman-
data da Vico.
4. Le vicende dei Carabinieri del gruppo di Apuania
Il 9 febbraio 1944, i Carabinieri nella RSI furono costretti al giuramento
di fedeltà, come nel caso del gruppo di Apuania.
A Carrara, intorno alle 7 del mattino, il maggiore Lastretti, accompagnato
dai capitani Roberto Arizio, comandante della compagnia di Apuania Massa,
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Ettore Dolce , comandante di quella di Apuania Carrara e dal sottotenente
Giuseppe Corrias, comandante della tenenza di Pontremoli, si rivolse ai
26 ASACC, AS, PUARV, Serie Discriminazione ufficiali, fasc. di Lastretti Giuseppe.
27 Ibidem.
28 Ibidem.
29 Fu costretto giurare fedeltà alla RSI non potendo abbandonare il servizio in quanto non
poteva abbandonare Carrara dove sarebbe stato costretto a lasciare senza assistenza i due
figli e la moglie gravemente ammalata e allettata. Per dimostrare l’avversione al regime fasci-
sta ricorse sempre a pretesti per non indossare l’uniforme della GNR. Anche quando gli ven-
nero distribuiti gratuitamente tre metri di stoffa per farsi confezionare non vi provvide.
Migliorate le condizioni della moglie, organizzò con l’appoggio di un funzionario di PS la
fuga in una località del Veneto. Scoperto durante i preparativi della partenza venne, sorpreso
dai tedeschi, catturato e trasferito in un campo detentivo nelle vicinanze di Milano.
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