Page 146 - Numero Speciale 2024-2
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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Tra le ore 7.30 e 8.00 del mattino Tito, il maresciallo Siciliano e un certo
Casolari furono visti in via delle Scalette avviarsi lungo un sentiero che conduce
in montagna.
Il diciassettenne Giovanni Vivoli riferì : quel giorno fui svegliato dalle raffiche
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di mitra e colpi di fucile. Mi portai in Piazza dei Martiri e trovai Tito che mi chiese qual
era il sentiero che portava agli Alberghi, voleva evitare la strada carrabile. Ci dirigemmo verso
le montagne passando per via delle Scalette, eravamo in 12. Angelo Tongiani dichiarò
nel 1994: dalla filanda si sentivano spari e Tito mi disse che sarebbe andato lassù a vedere
perché c’erano quei ragazzi che si erano uniti e noi in quei giorni. Partì con due partigiani e
nemmeno dopo cinque minuti uno tornò e mi disse Tito è morto gli hanno sparato .
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Vittorio Biagi testimoniò : scappai verso i monti assieme ad Adamo e Ciro il
maresciallo dei carabinieri, mentre i tedeschi ci sparavano addosso dalla Rossola. Arrivati in
“Sor Le Ca”, il maresciallo disse che sarebbe tornato in paese. Io gli dissi di non andare, ma
lui rispose che oramai aveva deciso e che avrebbe detto ai tedeschi che era prigioniero dei par-
tigiani.
Presso la filanda vi fu uno scontro a fuoco, nell’occasione alcuni militari
sbandati di Massa furono catturati dai militari italiani della seconda colonna.
Uno di questi, Luciano Silva, nel corso di una intervista riferì: finita la sparatoria
da quella bicocca ci trasferirono e rinchiusero nell’altra casa, con questi pionieri a sorvegliarci.
Li arrivò un uomo in borghese: “Sono il maresciallo Siciliano. Sono venuto a presentarmi!”
Ci portarono in paese. Il maresciallo dei carabinieri lo condussero separatamente .
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La presenza di Siciliano in paese stupì alcuni presenti: ricordo, quando mi
riportarono fuori (dalla caserma carabinieri dopo interrogatorio), di aver visto il maresciallo
Ciro che viaggiava armato. Ne rimasi sorpreso a vederlo circolare poiché, essendo egli genero
di un capo partigiano, ritenevo che anche lui lo fosse .
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7. L’interrogatorio in caserma
Nel corso della mattinata, oltre un centinaio di uomini presenti in paese fu
sottoposto ad interrogatorio. Alcuni testimoni riferirono ciò che accadde
davanti la Corte di Assise Straordinaria di Vicenza.
Lo studente di medicina Calogero Rinaldo era una staffetta partigiana.
Catturato, fu interrogato dal Bertozzi in caserma, che decideva della sorte dei
prigionieri.
60 Ivi, p. 113.
61 Ivi, p. 91.
62 Ivi, p. 123.
63 Ivi, p. 109.
64 Ivi, p. 111. Testimonianza Iacopetti Giovanni.
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