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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  Luciano Silva riferì: li rividi il maresciallo con due dei suoi carabinieri e intesi che li
             minacciavano di morte. Il maresciallo non era in divisa. I carabinieri non ricordo. Uno chie-
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             deva clemenza: ho moglie e due figli, non so niente! .
                  Egidio Tonarelli, anch’egli interrogato in caserma, ricorda: quando entrai io
             vidi, all’interno della cella delle donne, dalla larga fessura a croce dello spioncino, il marescial-
             lo Ciro. Mi fece tanta commozione .
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             8.  La fucilazione
                  I tedeschi ripiegarono definitivamente poco prima delle ore 20, quando
             furono lanciati dei razzi illuminanti. Anche nei momenti precedenti la fucilazio-
             ne, come nel corso degli interrogatori, sembrò regnare il disordine. Nel pome-
             riggio moltissimi tedeschi erano stati visti in paese completamente ubriachi .
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             Qualcuno approfittando della situazione riuscì a scappare. Armando Pegollo
             così racconta quegli istanti: ero in fila sotto la caserma e a gruppi di 6-8 ci stavano por-
             tando lungo la strada in direzione del paese di Canevara. Io ero preceduto da un certo Angelo
             Rossi e vedendolo scappare mi venne in mente di seguirlo. Si uscii dalla fila e attraversammo
             il piccolo ponte che porta al cimitero del paese e tra le quali vi era anche mia sorella Anna
             con i due bambini. Ricordo Ciro che, scortato da una guardia italiana, forse della Milizia,
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             venne a salutare i suoi due figli e la moglie come ultimo desiderio .
                  Siciliano  nel  corso  degli  interrogatori  deve  aver  sicuramente  compreso
             quale sarebbe stato l’epilogo della giornata. Così un fornese lo ricorda: Il 13 giu-
             gno dalle ore 8 alle 9 venne rastrellato dalle truppe tedesche in località Pizzo Acuto per poi
             essere condotto nei locai locali della Caserma dei carabinieri di Forno ove erano presenti diver-
             se persone precedentemente catturate. Durante la permanenza nei locali della caserma notavo
             una persona in abiti borghesi che interloquiva con un ufficiale della Decima MAS i quale ad
             un certo punto portatosi le mani all’altezza del petto, aprendosi la camicia proferì la seguente
             frase “Sono Pronto”. In quel momento qualcuno mi disse che quello era il maresciallo dei
             Carabinieri. Successivamente venni a conoscere il nome di quel maresciallo. Successivamente
             non vidi più il maresciallo .
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                  Compreso che non gli sarebbe restato molto tempo da vivere, Siciliano
             chiese poter vedere per l’ultima volta i suoi bambini e sua moglie Anna. Poi ini-
             ziarono le atroci fucilazioni. Anselmo Alberti, uno dei testimoni oculari della

             72   Ivi, p. 110.
             73   Ivi, p. 125.
             74   Ivi, p. 125.
             75   Testimonianza di Armando Pegollo resa a Paolo Pieraccini in Viale Roma nel gennaio 2020.
             76   Informazioni fornite dal signor Franco Spini al Comando Provinciale Carabinieri di Massa
                  Carrara  per  la  proposta  di  concessione  di  una  ricompensa  al  valore  alla  memoria  del
                  Maresciallo d’Alloggio Ciro Siciliano.

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