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IL MARESCIALLO D’ALLOGGIO CIRO SICILIANO. FORNO DI MASSA, 13 GIUGNO 1944




                    Prima gli dissero che doveva essere fucilato, poi fu deciso il suo invio in
               Germania perché studente di medicina .
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                    Gino Antonioli, rimasto ferito in combattimento, fu arrestato, portato in
               caserma e interrogato dal Bertozzi. Dichiarò che quest’ultimo interrogò anche
               il maresciallo dei Carabinieri Ciro Siciliano, catturato insieme ai partigiani, desti-
               nandolo alla fucilazione. Il teste sentì un sergente dire al tenente: abbiamo trenta
               fucilazioni questa sera. Bertozzi gli rispose: trenta sono poche. L’Antonioli, destinato
               alla fucilazione, fu salvato da un tedesco che lo fece uscire di nascosto, ma
               diciassette suoi compagni rimasero bloccati in caserma con mani e piedi legati.
                    Vincenzo Tonarelli sentì l’ufficiale della X MAS mentre diceva a un ser-
               gente oggi 67 ne abbiamo fucilati. Secondo Ettore Tonarelli, altro scampato, vi
               furono 69 fucilati e 15 o 16 arsi vivi, mentre 51 furono i deportati .
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                    Probabilmente fu un civile di bell’aspetto biondino in borghese a determi-
               nare  la  prigionia  del  maresciallo  dei  carabinieri .  L’uomo,  spacciandosi  per
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               polacco, si era infiltrato nella resistenza apuana  riuscendo a identificare alcuni
               partigiani, i luoghi da loro frequentati, ma anche i contatti tra cui, verosimil-
               mente, proprio di Siciliano .
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                    Almo Lorieri, in attesa dell’interrogatorio, vide il tenente Bertozzi che ber-
               sagliava  di  domande  Siciliano.  Il  giovane  ricordava:  notai  il  maresciallo  Ciro
               Siciliano, seduto su una seggiola all’ingresso del corridoio. Lo interrogava il tenente Bertozzi.
                    B. Lei è un Maresciallo dei Carabinieri?
                    S. Signorsì.
                    B. Come mai si trova in borghese?
                    S. Signor tenente sono convalescente, come vede dal certificato.
                    B. Perché non avete fatto fuoco quando hanno occupato il paese?
                    S. Come potevo, con cinque o sei carabinieri, far fronte a una massa di gente così?
                    B. Ma li chiamate gente questi ribelli? Lei sarà il primo ad essere fucilato e a farci
               superare quegli ostacoli che lei e i suoi amici ci frapponete .
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                    Un militare del distretto disertore tradotto in caserma affermò successiva-
               mente: ricordo bene che c’era anche Ciro Siciliano perché Bertozzi gli si rivolse chiedendogli se
               era il maresciallo dei carabinieri. Questi rispose affermativamente con fierezza e senza enfasi .
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               65   Corte straordinaria di Vicenza, verbale dibattimento f. 212.
               66   Corte straordinaria di Vicenza, verbale dibattimento f. 293.
               67   Forno 13 giugno 1944 cit., p. 66. Testimonianza del Sarto Franco.
               68   Daniele Rossi, Sangue d’Apuania, Pontremoli, Istituto storico della Resistenza Apuana, 2010,
                    p. 158; inoltre Forno 13 giugno 44 cit., p. 71. Testimonianza Omero Vivoli.
               69   Sangue d’Apuania cit., p. 162. Testimonianza Omero Vivoli.
               70   Forno 13 giugno 1944 cit., p. 107.
               71   Ivi, p. 120. Testimonianza di Franco Spini.

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