Page 150 - Numero Speciale 2024-2
P. 150

I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



             presero, gli misero una maglia con il teschio, come dire sei morto. Si fece accompagnare, scor-
             tato da due della milizia alla via che porta al cimitero e salutò la moglie, i figli e tutti i paesani
             che erano presenti. Io non c’ero e non so se era in divisa ma mi sembra di ricordare che mi
             dissero che la vestiva. Gli fu permesso di salutare la moglie e i figli prima di essere fucilato al
             fiume con gli altri. Siciliano ha salvato la vita di Franco Del Sarto, uno dei sopravvissuti
             all’eccidio. Me lo ha raccontato proprio lui. Il maresciallo e Franco erano nel medesimo gruppo
             di fucilati e accanto l’uno all’altro. Al momento degli spari, Siciliano ha afferrato Franco per
             la mano tirandolo nel fiume, facendolo colpire ad una gamba. Riuscendo a fuggire prima che
                                                     79
             gettassero le bombe a mano nel mucchio dei morti .
                  Quest’ultima dichiarazione lascia pensare che il maresciallo Siciliano tentò,
             riuscendoci, di salvare la vita a quel ragazzo che poco prima lo aveva esortato a
             fuggire. Il sottufficiale parrebbe quindi ancora una volta anteporre alla sua vita
             quella del giovane che ha al suo fianco. Successivamente i tedeschi aprirono il
             fuoco su altri cinque gruppi di ostaggi. Concluse le esecuzioni furono esplose
             delle  raffiche  di  mitra  sui  corpi  per  finire  eventuali  feriti  e  poi  lanciata  una
             bomba a mano.
                  Gli uomini destinati al lavoro per la Germania furono condotti sotto scor-
             ta fino a Massa. I nazifascisti prima di lasciare Forno diedero fuoco ad alcune
             case e alla caserma dei Carabinieri, all’interno della quale erano presenti alcune
             persone esanimi o in fin di vita .
                                           80
                  Ancora oggi, non è certo il numero dei morti bruciati, tra i quali potreb-
             bero esserci due Carabinieri: Luigi Maggiulli e Michele Ricci.
                  Il 14 giugno alcune donne del luogo raggiunsero la località dell’eccidio alla
             ricerca dei propri cari. L’identificazione, già dal giorno successivo, risultò essere
             molto difficile .
                          81
                  Le casse per la tumulazione dei corpi furono recuperate dal parroco del
             paese. Il maresciallo d’alloggio Siciliano fu seppellito nel cimitero del paese,
             dove ancora oggi riposa.
                  Sin dalla sua scomparsa, l’impegno del sottufficiale nella tutela della sua
             comunità locale è stato ricordato non solo dai testimoni, ma anche dalle giovani
             generazioni.
                  Solamente nel 2005 è stato possibile attribuire finalmente un riconosci-
             mento formale alla memoria del maresciallo d’alloggio Ciro Siciliano, con la
             concessione della medaglia d’oro al merito civile con questa motivazione:

             79   Intervista resa da Giulio Fruzzetti il 13 giugno 2020 a Paolo Pieraccini.
             80   Emidio Mosti, La Resistenza Apuana, Edizioni Longanesi, dalla testimonianza di don Vittorio
                  Tonarelli, si evince che all’interno della Stazione Carabinieri di Forno il numero dei morti
                  bruciati sia stato superiore a due individui.
             81   Daniele Rossi, Sangue d’Apuania, ISRA, p. 158.

             148
   145   146   147   148   149   150   151   152   153   154   155