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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
presero, gli misero una maglia con il teschio, come dire sei morto. Si fece accompagnare, scor-
tato da due della milizia alla via che porta al cimitero e salutò la moglie, i figli e tutti i paesani
che erano presenti. Io non c’ero e non so se era in divisa ma mi sembra di ricordare che mi
dissero che la vestiva. Gli fu permesso di salutare la moglie e i figli prima di essere fucilato al
fiume con gli altri. Siciliano ha salvato la vita di Franco Del Sarto, uno dei sopravvissuti
all’eccidio. Me lo ha raccontato proprio lui. Il maresciallo e Franco erano nel medesimo gruppo
di fucilati e accanto l’uno all’altro. Al momento degli spari, Siciliano ha afferrato Franco per
la mano tirandolo nel fiume, facendolo colpire ad una gamba. Riuscendo a fuggire prima che
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gettassero le bombe a mano nel mucchio dei morti .
Quest’ultima dichiarazione lascia pensare che il maresciallo Siciliano tentò,
riuscendoci, di salvare la vita a quel ragazzo che poco prima lo aveva esortato a
fuggire. Il sottufficiale parrebbe quindi ancora una volta anteporre alla sua vita
quella del giovane che ha al suo fianco. Successivamente i tedeschi aprirono il
fuoco su altri cinque gruppi di ostaggi. Concluse le esecuzioni furono esplose
delle raffiche di mitra sui corpi per finire eventuali feriti e poi lanciata una
bomba a mano.
Gli uomini destinati al lavoro per la Germania furono condotti sotto scor-
ta fino a Massa. I nazifascisti prima di lasciare Forno diedero fuoco ad alcune
case e alla caserma dei Carabinieri, all’interno della quale erano presenti alcune
persone esanimi o in fin di vita .
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Ancora oggi, non è certo il numero dei morti bruciati, tra i quali potreb-
bero esserci due Carabinieri: Luigi Maggiulli e Michele Ricci.
Il 14 giugno alcune donne del luogo raggiunsero la località dell’eccidio alla
ricerca dei propri cari. L’identificazione, già dal giorno successivo, risultò essere
molto difficile .
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Le casse per la tumulazione dei corpi furono recuperate dal parroco del
paese. Il maresciallo d’alloggio Siciliano fu seppellito nel cimitero del paese,
dove ancora oggi riposa.
Sin dalla sua scomparsa, l’impegno del sottufficiale nella tutela della sua
comunità locale è stato ricordato non solo dai testimoni, ma anche dalle giovani
generazioni.
Solamente nel 2005 è stato possibile attribuire finalmente un riconosci-
mento formale alla memoria del maresciallo d’alloggio Ciro Siciliano, con la
concessione della medaglia d’oro al merito civile con questa motivazione:
79 Intervista resa da Giulio Fruzzetti il 13 giugno 2020 a Paolo Pieraccini.
80 Emidio Mosti, La Resistenza Apuana, Edizioni Longanesi, dalla testimonianza di don Vittorio
Tonarelli, si evince che all’interno della Stazione Carabinieri di Forno il numero dei morti
bruciati sia stato superiore a due individui.
81 Daniele Rossi, Sangue d’Apuania, ISRA, p. 158.
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