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I CARABINIERI NELLA LIBERAZIONE DI FIESOLE. (ESTATE 1944)




                                                                        Si  convinsero  a
                                                                   riprendere immediato ser-
                                                                   vizio  tanto  più  che  il
                                                                   segretario  Oretti  aveva
                                                                   avuto  dal  Comandante
                                                                   tedesco  la  formale  pro-
                                                                   messa  che  i  carabinieri
                                                                   avrebbero potuto rimane-
                                                                   re  o  in  caserma  o  nella
                                                                   sede  Comunale  a  tutela
                                                                   dell’ordine   pubblico.”
                                                                   Nella dichiarazione resa al
                                                                   CLNF  il  monsignore
                                                                   disse  di  averli  consigliati
                                                                   di  “vestirsi  e  presentarsi,
                                                                   persuaso  che  non  ci
                                                                   sarebbe state altre conse-
                                                                   guenze che doversi mette-
                                                                   re a disposizione dei tede-
                                                                   schi per i servizi di poli-
                                                                   zia”.  Forse  in  seguito  fu
                                                                   proprio Turini a divulgare
                                                                   l’idea,  tuttora  diffusa  a
                                                                   Fiesole, che i quattro ave-
                                                                   vano  ricevuto  garanzie
                                                                   circa la loro incolumità.
                             Carabiniere Fulvio Sbarretti
                                 (Fonte: Famiglia Amico)                Tuttavia,   mentre
                                                                  ascoltavano tali rassicura-
               zioni, Naclerio e i suoi colleghi erano ben consci che Oretti e Turini fossero
               ignari della compromettente faccenda delle armi e del carteggio occultati in
               caserma. Naclerio e i suoi tre sottoposti, in quanto militari, erano certo consa-
               pevoli che il segretario comunale e il canonico non fossero affatto nella posi-
               zione di fare previsioni affidabili sulle possibili reazioni del comandante tede-
               sco. Forse è per questo che, nelle dichiarazioni successive, l’appuntato omise di
               menzionare le garanzie di incolumità. Sicuramente nella mente dei carabinieri
               era fresco il ricordo delle torture inflitte al collega Pandolfo, ucciso meno di due
               settimane prima. Dunque, quando presero la coraggiosa decisione di presentar-
               si, i quattro erano consci dei rischi che correvano.


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