Page 107 - Numero Speciale 2024-2
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I CARABINIERI NELLA LIBERAZIONE DI FIESOLE. (ESTATE 1944)




                                                                 Sant’Anna,  proprio  sotto
                                                                 le     rovine     romane.
                                                                 Rammenta  che  in  più
                                                                 occasioni i giovani militari
                                                                 avevano rivolto la parola a
                                                                 lei  e  ai  suoi  fratelli.  Il
                                                                 ricordo  dovrebbe  risalire
                                                                 a  prima  del  9  agosto,
                                                                 quando,  poche  decine  di
                                                                 metri più in là, l’esplosio-
                                                                 ne  di  una  granata  alleata
                                                                 ferì lei e il fratellino, ucci-
                                                                                          19
                                                                 dendo      la     madre .
                                                                 Dichiarazioni  successive
                                                                 di vari testimoni indicano
                                                                 che dei quattro carabinieri
                                                                 solo Naclerio avesse por-
                                                                 tato  con  sé  l’uniforme.
                           Carabiniere Vittorio Marandola        Come  comandante  interi-
                                (Fonte: Famiglia Amico)
                                                                 nale  l’appuntato,  indos-
               sando la divisa, probabilmente lasciò per primo la caserma, per accertarsi
               che fosse libera la strada verso la Misericordia, seguìto poi da La Rocca,
               Marandola e Sbarretti in abiti civili. Né loro né Amico sapevano ancora che
               nel corso dell’11 agosto i tedeschi avevano deciso di proibire a chiunque di
               recarsi a Firenze, a seguito della liberazione della città.
                    Quando appresero di non poter lasciare Fiesole travestiti da confratelli
               della Misericordia, i quattro carabinieri avrebbero potuto scegliere di tornare in
               caserma o di raggiungere un rifugio sicuro. Invece decisero di correre un rischio
               altissimo, nascondendosi nella cosiddetta “Buca delle Fate”, un piccolo ambien-
               te sotto le rovine del teatro romano di Fiesole, proprio alle spalle dell’edificio
               della Misericordia.

               6.  Dal nascondiglio al comando tedesco
                    I carabinieri non potevano immaginare che il giorno successivo, il 12 ago-
               sto, i tedeschi avrebbero scoperto la loro assenza. Gli eventi sono descritti det-
               tagliatamente in una testimonianza resa il 15 febbraio 1945 da Raffaello Nieri,

               19   L’episodio si trova in R. Berti, op. cit., p. 10, dove erroneamente il bambino più piccolo è
                    indicato come maschio.

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