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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Hanno contribuito all’armamento e al vettovagliamento delle formazioni
partigiane a nord di Fiesole, in particolare modo s’intende la nostra Brigata
Rosselli n. 2. Anche in paese hanno benmeritato, aiutando l’occultamento di
parigiani e di ex prigionieri alleati” . Secondo Tito Falli, un giovane fiesolano
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all’epoca dei fatti, negli ambienti fascisti si diceva che il contatto tra i Tre
Martiri e i partigiani fosse Ugo Ardenni, membro di spicco della banda
“Fiesole”.
Circa il vettovagliamento, la famiglia Naclerio ancora conserva una
borsa utilizzata dall’appuntato per recapitare provviste ai partigiani .
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L’edizione del 1945 del giornale Il Clandestino, “edito dai partigiani delle
Cure”, ossia il quartiere di Firenze ai piedi della collina di Fiesole, lodava
appunto il carabiniere Naclerio per aver portato “farina, fagioli ed altri generi
commestibili, che il Patriota Enea Benvenuti inviava per le nostre Bande” .
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Forse, tuttavia, il contributo più importante dei carabinieri ai partigiani era
rappresentato dalle informazioni.
Il 20 dicembre 1944 Fossi rilasciò una dichiarazione formale a proposito
del vicebrigadiere Antonio Basile: “ha collaborato attivamente con il
Carabiniere Naclerio Francesco fino agli ultimi del mese di aprile, fornendo
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notizie riguardanti i nazi-fascisti, utili ai fini partigiani” .
Dopo il trasferimento di Basile, altri carabinieri di Fiesole continuarono
a svolgere questa attività.
Il pericolo insito in queste azioni è ulteriore prova del coraggio dimostrato
dai carabinieri nel fiancheggiare i partigiani. Tuttavia, le pubblicazioni sui Tre
Martiri parlano solo dei militari di stanza a Fiesole. Alcuni carabinieri di altre
stazioni si erano rifiutati di prestare giuramento alla GNR. Armando
Sciommeri, per esempio, era di stanza a Firenze e riparò a Fiesole perché lì vive-
va la fidanzata, Edy Pratesi.
Doveva essere a conoscenza del fatto che la ragazza andava ad avvertire i
fiesolani quando la madre, Linda, mentre era al lavoro in un locale circolo
ricreativo, veniva a conoscenza di spedizioni punitive pianificate da fascisti ai
danni dei partigiani.
8 Una copia del documento era tra gli effetti personali di Amico e ora appartiene ai suoi
discendenti. Una descrizione simile di come i carabinieri collaborarono con i partigiani appa-
re nel rapporto informativo che Sorani scrisse per La Rocca, Marandola e Sbarretti; per
riproduzioni dei tre documenti, cfr. M. Bonsanti, op. cit, pp. 127-29.
9 Ringrazio Luciana Naclerio per la fotografia della borsa.
10 L’attività di un sotto comitato di liberazione nazionale in Il Clandestino, 1945, p. 20.
11 Archivio dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento (Firenze), Comitato di Liberazione
Nazionale di Fiesole, SAP, A8/36, B2/5.1.29; cfr. M. Bonsanti, op. cit., p. 90.
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