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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
un più ampio contesto,
nel quale numerosi altri
militari e civili a Fiesole
rischiarono la vita unen-
dosi attivamente alla
Resistenza. Pochi mesi
dopo l’Armistizio nel set-
tembre 1943, tutti i cara-
binieri dovettero giurare
fedeltà alla Guardia
Nazionale Repubblicana
(GNR) e collaborare con
2
le truppe tedesche . Fu
questo il caso anche dei
quattro carabinieri uccisi
a Fiesole, del loro coman-
dante, il vicebrigadiere
Giuseppe Amico, e del
suo secondo, l’appuntato
Francesco Naclerio, i
quali in segreto avevano
tutti aderito al Corpo
Volontari della Libertà,
nella Divisione Giustizia
e Libertà. Come la mag-
gior parte dei carabinieri I Carabinieri Alberto La Rocca a sinistra e Vittorio Marandola a destra
attivi nella Resistenza in (Fonte: Famiglia Amico)
Toscana, erano iscritti
alla “Brigata V”. Intitolata al capo partigiano Vittorio Sorani, la brigata nel
1944 contava ben oltre duecento carabinieri principalmente nella zona di
Firenze e dintorni . Con le trasformazioni della società italiana del dopoguer-
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ra, l’aver aderito alla GNR contribuì a offuscare il contributo di queste corag-
giose figure alla lotta per la libertà.
2 Sul contesto romano si veda Flavio Carbone, La partecipazione dei Carabinieri al fronte clandestino
di resistenza. Roma 1943, in Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, numero speciale, I Carabinieri del
1943, a cura di Flavio Carbone, a. LXX, n. 1/2023, pp. 229-234.
3 Sulla Brigata V si veda Umberto Rocca, I Carabinieri in Toscana nel 1944 e la loro partecipazione
alla Guerra di Liberazione, in 60° Anniversario del sacrificio dei Martiri di Fiesole, Firenze, Edizioni
Polistampa, 2004, pp. 56-57, e la ricerca di Enrico Cursi attualmente in corso.
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