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FIRENZE 1944. CARABINIERI CONTRO NAZIFASCISTI




                    Infatti appena effettuate due trasmissioni lo strumento, nascosto dentro
               una borsa della frutta, veniva spostato dalla segretaria Larocca in un’abitazione
               o luogo sicuro.
                    Nello Traquandi, uno degli informatori di radio CoRa, fu tra coloro che
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               frequentarono lo studio dell’avvocato Bocci .
                    L’incremento delle notizie e degli aviolanci per i partigiani determinò la
               necessità di aumentarne il gruppo CoRa di Bocci; così nel maggio vi fecero
               ingresso  Luciano  Tamburini ,  Guido  Focacci  ed  il  carabiniere  Gianfranco
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               Gilardini . Quest’ultimo, che fin dal novembre del 1943 era stato in contatto
               con Piccagli, non svolse solo compiti informativi. Un giorno di maggio, indos-
               sando l’uniforme da carabiniere, accompagnò in un garage alla Rotonda di via
               del Prato, il capitano Martini del PdA, operante nella zona di Prato, per prele-
               vare una batteria necessaria per alimentare delle lampade che dovevano indicare
               la zona di lancio per la discesa di alcuni paracadutisti Alleati . Sino ad allora il
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               segnale per gli aviolanci era stato quello di accendere quattro falò, tre formava-
               no un triangolo mentre l’ultimo al vertice indicava la direzione all’aereo. La bat-
               teria avrebbe sostituito i fuochi che andavano alimentati costantemente.
                    Nel tardo pomeriggio del 7 giugno gran parte del gruppo di radio Cora
               dell’avvocato Bocci tenne una riunione al civico 12 di Piazza d’Azeglio in quan-
               to, a seguito di un messaggio cifrato del generale Alexander, andavano raccolte
               e trasmesse nel minor tempo possibile una serie di informazioni sul nemico e
               sulla  resistenza.  Per  evitare  perdite  di  tempo  l’apparecchio,  per  volere  di
               Piccagli, non era stato trasferito presso l’istituto di Fisica di Arcetri . Si erano
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               così  ritrovati,  senza  rispettare  il  protocollo  di  sicurezza,  Piccagli,  Focacci,
               Gilardini, Campolmi e Larocca. Proprio quest’ultima ne fornisce un ricordo nel
               suo  libro:  Attraversato  il  salone,  andai  a  sedermi  sul  divano  dove  erano  già  Carlo


               38   Nasce a Firenze l’11 ottobre 1898, partecipò alla Prima Guerra Mondiale. Dal 1920 fu impie-
                    gato ferroviario nonché iscritto al Partito Repubblicano. Convinto sostenitore antifascista,
                    nel 1930 fu arrestato e condannato a sette anni di reclusione. Scarcerato nel 1934 fu assegna-
                    to al confino di polizia, tradotto nell’Isola di Ponza per quattro anni. Successivamente fu
                    nuovamente arrestato e condannato al confino di polizia presso Ventotene. Liberato il 18
                    agosto 1943 rientrò a Firenze e si unì al Partito d’Azione.
               39   Nasce a Firenze il 25 dicembre 1910. Visse a Londra per studiare l’inglese, svolgendo diversi
                    lavori. Si laureò in scienze politiche. Nel 1937 trovò lavoro presso la Confederazione Fascista
                    degli Industriali. Nel 1940 si sposò con Giulia Delburgo di religione ebraica. Nel 1941 fu
                    chiamato alle armi; ufficiale di complemento fu dispiegato Spalato, presso l’ufficio censura,
                    sino all’armistizio. Riuscito a rientrare a Firenze aderì al Partito d'Azione prendendo parte
                    attivo nella resistenza, con il nome di battaglia “Luciano Curci”.
               40   G. Larocca, La radio CoRa cit., p. 61.
               41   Ivi, p. 64.
               42   Ivi, p. 67.

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