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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Così per evitare di essere scoperto era stato costretto a cambiare il percorso
prefissatosi, raggiungendo l’abitazione solo verso le tre del mattino. Dopo aver
riposato qualche ora, poco prima dell’alba, Sbaraglia e Medde si ritrovarono nuo-
vamente a Villa Bondi per sotterrare le armi, procurate alcune ore prima.
Conclusa l’operazione, messo al sicuro il prezioso bottino, i due si recarono dal
comandante Sorani per raccontare quello che era accaduto.
L’operazione sopra descritta fu una delle tante azioni eseguite, sino allo
scoppio dell’insurrezione, dai carabinieri, militari, civili e donne della Brigata V.
5. Ostacolo alla deportazione degli ebrei
L’origine del ghetto fiorentino risale al 1570. Unico nel suo genere, venne
effettuato a seguito di un riordino urbano della città. Una convivenza quella della
minoranza ebraica ultra secolare, recentemente ricordata in una mostra tenuta a
Firenze del Ministero della Cultura dal titolo The Medici Archive Project .
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Questa secolare coesistenza cessò il 9 novembre 1943, quando vennero
deportati da Firenze ad Auschwitz oltre 300 ebrei, arrestati appena tre giorni
prima. La retata aveva visto colpite anche altre province toscane. Il totale dei
bambini, donne, anziani e uomini rastrellati era stato poco meno di 700. Un
numero elevato, anche se la maggior parte dei ricercati era stata nascosta e sal-
vata. Un’opera di protezione che ebbe come attori molte, differenti, persone;
tra questi il console tedesco di Firenze Gerhard Wolf e il ciclista Gino Bartali,
che durante i suoi allenamenti in visata del Giro d’Italia e Tour de France, portava
con sé documenti falsi per gli ebrei.
Ma in questa opera rischiosa e senza sosta esistono storie ancora poco
conosciute, come quelle degli uomini e delle donne della Brigata V. L’elemento
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che più si contraddistinse nei salvataggi fu la patriota Tina Lorenzoni . Ecco
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una delle numerose testimonianze conservate nel carteggio della Brigata V :
vari ebrei furono avvertiti in tempo opportuno di rastrellamenti imminenti da parte dei nazi
fascisti; ciò per opera della gregaria Tina Lorenzoni. Proprio la giovane fece pervenire
documenti vari di identità, carte annonarie ed alcuni passaporti che facilitarono
la fuga di molti ebrei nel convento di San Marco, divenuto un centro per la loro
protezione durante il periodo clandestino .
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24 La mostra “Gli ebrei, i Medici e il Ghetto di Firenze” si è tenuta presso gli Uffizi dal 23 otto-
bre 2023 al 28 gennaio 2024, si veda https://www.uffizi.it/eventi/ebrei-firenze, u.c. 10
dicembre 2024.
25 ASACC, D1221.1 lettera n.3078/6 scritta il 6 ottobre 1945 da Vittorio Sorani all’Università
degli studi di Firenze.
26 ASACC, D258.13.
27 ASACC, D1219.4.
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