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FIRENZE 1944. CARABINIERI CONTRO NAZIFASCISTI




               4. La ricerca di armi e munizioni
                    In ogni conflitto bellico, che sia passato, presente o futuro, gioca un ruolo
               assolutamente determinante la disponibilità di armi, munizioni, logistica, non-
               ché superiorità tecnologia. Questo valse anche per la resistenza di ottanta anni
               fa. A tal proposito va detto che sin dalle immediate fasi del dopo armistizio gli
               oppositori al fascismo cercarono, senza riuscirci, di impossessarsi delle armi
               presenti nei presidi militari delle Forze Armate italiane. Se è lecito interrogarsi
               su quale sarebbe stato l’epilogo in caso di immediata disponibilità delle armi, è
               altrettanto  ragionevole  pensare  che  probabilmente  lo  scenario  generale  non
               avrebbe avuto significative mutazioni, atteso l’epilogo di casa Savoia e la più
               totale impreparazione delle organizzazioni resistenziali.
                    È comunque doveroso non dimenticare il ruolo della resistenza passiva degli
               Internati Militari Italiani, che privarono la RSI di una forza militare di oltre
               600.000 mila italiani in uniforme, tanti infatti saranno gli interanti.
                    Se volgiamo il nostro sguardo alla Resistenza fiorentina, negli undici mesi
               di lotta, i carabinieri ebbero un ruolo importante nell’armare le formazioni par-
               tigiane. Il flusso di armi e munizioni che fatte uscire dalle stazioni carabinieri,
               alla Scuola Centrale ed alle altre caserme fiorentine per mano dei carabinieri fu
               costante e importante.
                    Presso l’Ufficio Storico del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri
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               è conservato un cospicuo carteggio , prodotto proprio dal comandante Sorani,
               che ci aiuta a comprendere i rischi e l’entità di tale sforzo eseguito da centinaia
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               di carabinieri .
               21   ASACC, D1219.1, D1219.2 e D1221.1.
               22   Di seguito solo alcuni episodi. La notte del capodanno 1944 il maresciallo Sulis con l’aiuto
                    di  alcuni  gregari  asportò  dalla  caserma  del  7°  Reggimento  del  Genio  di  Firenze:  due
                    moschetti, un mitra, due rivoltelle, centocinquanta bombe a mano ed una cassa di munizioni
                    per moschetto. In precedenza erano state asportate dalla medesima caserma, due stazioni
                    radio campali trasmittenti e riceventi che, unitamente a delle staffette, mantenevano in colle-
                    gamento i vari Gruppi nella Provincia di Firenze. Il brigadiere Arturo Serra il 23 aprile e 2
                    maggio 1944 riuscì ad asportare, dalla stazione carabinieri Campo di Marte e caserma Corsi,
                    rispettivamente nel primo caso una rivoltella e undici caricatori per moschetto, mentre nel
                    secondo  episodio  due  moschetti  e  sedici  caricatori.  Il  carabiniere  paracadutista  Dante
                    Sbaraglia nelle molteplici azioni riuscì a recuperare: moschetti sedici, baionette due, pistole
                    otto, bombe a mano quattordici e un mitra. Inoltre Sbaraglia nel gennaio 1944, venendo
                    impegnato quale comandante del posto fisso istituito presso lo stadio comunale di Firenze
                    divenuto grande deposito di viveri per l’approvvigionamento di Roma, sottrasse vari quintali
                    di alimenti che rifornirono i patrioti della Brigata V alla macchia. L’asportazione di viveri fu
                    agevolata e facilitata anche grazie al contributo di Norbiato Carlo custode civile e portiere
                    presso lo stadio di Firenze. Tramite il patriota tenente dei carabinieri Carlo Duboin, l’orga-
                    nizzazione antifascista il 2 marzo ricevette cinque moschetti italiani tre pistole e alcuni cari-
                    catori, materiale asportato dalla Scuola Centrale. Il 20 marzo il maresciallo Vincenzo Del
                    Gaudio  asportò  dalla  caserma  Corsi  quarantacinque  bombe  a  mano  e  sei  caricatori  per
                    moschetto.

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