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FIRENZE 1944. CARABINIERI CONTRO NAZIFASCISTI




                    Uno tra gli elementi della formazione che operarono in stretta collabora-
               zione con la ragazza fu il maresciallo Francesco Failla, anch’egli effettivo alla
               Brigata V. L’uomo fu di grande aiuto nel salvataggio da sicura cattura di oltre
               duecento ebrei .
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                    Nella parte del rapporto informativo a suo carico, datato 23 novembre
               1945, intitolato attività durante il periodo clandestino, oltre ad essere elencate le
               azioni e le armi asportate dalle caserme per la resistenza, c’è una frase che reci-
               ta: tentava inoltre di asportare il tesoro degli ebrei per sottrarlo alla razzia dei tedeschi.
               Purtroppo nel documento non è riportata nessuna altra informazione utile a
               far comprendere cosa fosse realmente accaduto. Sappiamo però che Failla fu
               uno degli uomini più fidati del comandante Sorani, per aver dato prova del suo
               coraggio, rettitudine morale e profonda onestà.
                    A tal proposito anche nella dichiarazione , datata 7 giugno 1950, a firma
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               del capitano Ruiz sembrerebbe emergere testimonianze sull’opera dei carabinie-
               ri a tutela degli ebrei e dei loro averi: è stato provveduto a munire di carta di identità
               false i nominativi indicati dal CTLN ed a salvare numerosi ebrei ricercati. Con opportuni
               accorgimenti furono salvati molti beni di ebrei nonché il tesoro della comunità israelitica di
               Firenze. Furono consegnate armi e munizioni ai partigiani e nessuna delle 27 stazioni dipen-
               denti venne mai in conflitto con questi.
                    Tra coloro che si adoperò, largamente, nell’assistenza agli israeliti risultano
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               poi il maggiore Gustavo Mori  e il dottore Deodato Foselli; quest’ultimo ospitò
               presso la propria dimora la famiglia Di Segni .
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                    Ma il contributo delle donne e degli uomini della Brigata V non si limitò
               soltanto all’assistenza o reperimento di documenti falsi. Il 18 aprile 1944 venne
               condotta una rischiosissima operazione di salvataggio.
                    L’azione fu condotta dal carabiniere paracadutista Dante Sbaraglia che tra-
               vestito da sottufficiale della GNR si introdusse nella caserma di Rovezzano,
               dove erano detenuti degli ebrei. Il giovane con un ordine falso riuscì a farne
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               scarcerare 22, che erano in procinto di partire per la Germania .
                    Ad oggi non conosciamo l’identità di queste vite salvate, ne abbiamo indi-
               cazioni  su  chi  altro  prese,  molto  probabilmente,  parte  all’operazione.  Tale,
               ennesimo, episodio è la testimonianza che la Brigata V e con essa i carabinieri
               cercarono in tutti i modi di opporsi alla deportazione degli ebrei.

               28   ASACC, D1219.2 f.n. 120/ris. del Comando Brigata V.
               29   ASACC, D125.2.
               30   ASACC, D1219.2 f.n. 267 datato 12 giugno 1945 della Comunità Israelitica di Firenze.
               31   ASACC, D1221.1.
               32   ASACC, D1219.1, Rapporto informativo 145A/ris senza firma e data.

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