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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Nel rapporto personale 106/ris riguardante il carabiniere Angelino Medde
possiamo trovare conferma di quanto anzi detto: sin dalla data del suo arruolamento
nella formazione partigiana il comando della Brigata gli affidava il compito di una squadra
di partigiani con l’incarico specifico di procurare armi sottraendoli ai tedeschi ed alla GNR.
Perché potesse assolvere meglio tale compito, il comando della Brigata gli ordinò di riprendere
servizio nell’Arma, compito che assolse in modo veramente meraviglioso a favore della causa
di liberazione. Con le armi procurate dal carabiniere Medde, il comando della Brigata poté
armare oltre cinquanta uomini...
Trascorsi alcuni mesi dall’inizio del sabotaggio silenzioso e con l’aumento
degli elementi entrati nella resistenza, il reperimento delle armi divenne la prio-
rità della resistenza. Anche l’incremento organico della Brigata V fece emergere
tale aspetto, che venne appositamente discusso dal comandante Sorani e dal
carabiniere paracadutista Sbaraglia nel corso dell’incontro tenuto nella zona di
Rifredi il giorno 5 luglio 1944.
Per porre rimedio alla criticità Sbaraglia propose il disarmo delle caserme
della GNR ad iniziare da quella in viale Guglielmo Marconi. L’idea, ardua e
pericolosa, era l’unica soluzione a disposizione. A Sorani, più che convincersi,
non restò che assecondare il giovane, al quale venne assegnato l’incarico di
organizzare e dirigere le azioni. Venne così preparato nei mini dettagli l’assalto
al primo obbiettivo. Poi però, lo stesso Sorani ordinò di non effettuare l’opera-
zione.
La ragione di ciò era dovuta al fatto che nelle immediate vicinanze dell’ob-
biettivo era presente un comando tedesco, i cui militari sarebbero potuti correre
in aiuto dei repubblichini. Appena Sbaraglia venne informato della volontà del
comandante radunò intorno a sé i suoi uomini. Intenzionato a sferrare l’attacco,
il giovane chiese ad ognuno di essi il proprio parere. Tutti uno ad uno manife-
starono la volontà di andare avanti. Così poco prima delle 22 venne dato il via
all’operazione . Nonostante il coprifuoco e la vigilanza della gendarmeria tede-
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sca, Sbaraglia si avviò presso la galleria in costruzione di viale Alessandro Volta
armato di mitra e bombe a mano. Travestito con l’uniforme della GNR e con
una maschera in volto, per non farsi riconoscere, dopo poco venne raggiunto
da Medde e da altri quattro uomini, anch’essi travestiti:
Carlo Buzzoni;
Berto Santoni;
Messeri Mario;
Gustavo De Santis.
23 ASACC, D1219.4.
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