Page 81 - Numero Speciale 2024-2
P. 81

FIRENZE 1944. CARABINIERI CONTRO NAZIFASCISTI




               denominata “Fronte Antifascista Gruppo V”, rinominato poi in “Brigata V”.
               Tra gli elementi più attivi che svolsero un’efficace opera di propaganda tra i com-
                                                                                          10
               pagni dell’Arma va sicuramente citato: il maresciallo maggiore Giuseppe Sulis ,
               i carabinieri Dante Sbaraglia, Angelino Medde, il brigadiere Giuseppe Marino .
                                                                                          11
                    Osservando il dato relativo al flusso delle iscrizioni dei carabinieri nella
               predetta formazione possiamo constatare che dal mese di marzo 44 vi fu una
               vera e propria accelerazione, ciò probabilmente in ragione dei progressi orga-
               nizzativi della resistenza e dell’avvicinarsi degli Alleati.
                    Anche se numericamente inferiore ad altre organizzazioni di resistenza, la
               Brigata V, capeggiata da Vittorio Sorani, ebbe iscritti 1065 elementi, riuscendo
               ad armare per la liberazione di Firenze e dintorni 419 uomini, 8 crocerossine e
               8 sacerdoti. Negli undici mesi di lotta clandestina, ebbe riconosciuti 303 parti-
               giani, mentre il contributo in termini di vite umane fu di 45 feriti e 18 caduti in
               combattimento, tra cui i carabinieri della stazione di Fiesole.
                    A  testimonianza  del  contributo  dei  carabinieri  della  Brigata  V  e  del
               comandante Sorani, leader carismatico che divenne un sicuro punto di riferi-
               mento, il 27 marzo 1945 il generale di divisione Filippo Caruso, comandante del
               Fronte Clandestino di Liberazione in Roma, scrisse: esprimo a codesto comando il
               mio vivissimo compiacimento e la mia gratitudine per la vasta opera di assistenza svolta a
               favore dei militari dell’Arma operanti alle dipendenze di codesta Brigata.

               3.  Sabotatori della RSI
                    Il 23 ottobre 1943 il generale Archimede Mischi, nominato da Mussolini,
               comandante dei carabinieri nei territori della RSI, scrisse un promemoria per il
               duce. Nelle due pagine del documento il vertice dell’Arma dopo aver descritto
               la situazione lo scricchiolamento della compagine militare per effetto del crollo della monar-
               chia […] gli sbandamenti subiti […] che non superavano il 10% degli effettivi, Roma esclu-
               sa, utilizzando l’immancabile retorica autocelebrativa, affrontava la questione
               della mutazione dell’Arma, con una precisa richiesta: avocare a sé l’opera epu-
               rativa, consigliando una trasformazione graduale limitatamente per ora all’abolizione di
               qualsiasi contrassegno dinastico, evitando di abolire per il momento la qualifica di Arma né
               il cambiamento della denominazione carabiniere.
                    Trascorsi dieci giorni, venne trasmessa una lettera al segretario particolare
               del duce, l’avvocato Giovanni Dolfin, nella quale venne comunicato che dal 5
               novembre il comando generale dei carabinieri avrebbe preso sede a Brescia, nel
               palazzo già della Società Elettrica Bresciana, mentre a Roma sarebbe restato un

               10   ASACC, D1221.1 f.n. 633/4 del 12 settembre 1944.
               11   ASACC, D1221.2 f.n. 3132/6 del 16 luglio 1946.

                                                                                         79
   76   77   78   79   80   81   82   83   84   85   86