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FIRENZE 1944. CARABINIERI CONTRO NAZIFASCISTI




               potrebbero essere stati scambiati per soldati . Non va poi escluso che in alcune
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               circostanze venne dettato dalla soggettività del comandante tedesco di turno.
                    Una conferma di quanto anzidetto la si può trovare analizzando le vicende
               delle stazioni carabinieri dipendenti dalla tenenza carabinieri di Chiusi .
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                    I carabinieri della stazione di Cetona dopo il loro disarmo, avvenuto il 10
               settembre, riuscirono a riavere lo stesso giorno le proprie armi, a seguito del-
               l’intervento del sottotenente Vaccaro Antonio.
                    Il 17 settembre alcuni militari tedeschi, accompagnati da un militare della
               PAI, tale Pellegrini, disarmarono il carabiniere di piantone alla stazione carabi-
               nieri San Casciano Bagni, poi due carabinieri rientrati da un servizio di perlu-
               strazione. Non contenti i tedeschi dopo aver costretto i militari, con la minaccia
               delle armi, a chiudere ed abbandonare la caserma, ne asportarono radio, mac-
               china da scrivere e bicicletta. Anche in questo caso la stazione venne riaperta
               solo dopo l’interessamento del predetto comandante della tenenza carabinieri.
                    Il 19 settembre i tedeschi disarmarono i carabinieri della stazione di Sarteano,
               poi passati per Radicofani si limitarono solo ad un avvertimento. Comunque dopo
               l’iniziale sbandamento e smarrimento una buona parte dei carabinieri, nelle città e
               campagne toscane, era tornata nelle caserme; anche a seguito dell’appello del gene-
               rale Mischi, che fece leva sul profondo senso del dovere e sull’amore della patria dei
               carabinieri, “i carabinieri serrino i ranghi, soffochino ogni altro ideale riprendendo
               con coraggio e con ferma volontà il loro posto, quali tutori della legge e dell’ordine”.
               Questo linguaggio fece breccia nel cuore dei patrioti, che riorganizzarono le stazio-
               ni, così nel giro di qualche settimana la struttura dell’Arma era praticamente ricosti-
               tuita. Ottenuto il controllo militare di Firenze da parte dei nazifascisti, la città venne
               divisa  in  sei  zone.  In  quella  assegnata  al  colonnello  Riccioni,  comandante  della
               Scuola Centrale, vennero impegnati nei servizi di ordine pubblico i carabinieri del-
               l’istituto di formazione e qualche decina di militari degli altri corpi restati alle armi.
               Tale impiego portò ovviamente alla sospensione delle attività della Scuola.
                    Sin dalla metà di settembre i tedeschi richiesero al generale Carlino di costi-
               tuire un battaglione di carabinieri autocarrato, della consistenza di circa trecen-
               tocinquanta uomini, da mettere a disposizione delle autorità tedesche. La costi-
               tuzione di questo reparto fu dovuta non tanto per le esigenze di ordine pubblico
               ma per la ricerca dei prigionieri inglesi evasi dai campi detentivi e per il contrasto
               dei  partigiani  dell’Appennino  Tosco-Emiliano.  Contrariamente  quanto  voluto
               dai nazifascisti venne istituita una compagnia di circa cento uomini, a cui venne
               assegnato il capitano Oreste Tancini, in servizio presso la Scuola Centrale.

               5    ASACC, D125.2 dalla relazione della compagnia di Prato dal 8 agosto 1943 al 5 giugno 944.
               6    ASACC, D125.2.

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