Page 92 - Numero Speciale 2024-2
P. 92
I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Su una delle pareti era esposta una fotografia che ritraeva l’avvocato Bocci
nella Scuola Centrale Carabinieri in compagnia di Ufficiali e sottufficiali. Infatti
sin dagli anni Trenta il professore aveva fatto qualche corso presso la Scuola Carabinieri
con il preciso scopo di distribuire, qua e là nelle sue lezioni di Diritto sottili dubbi sul fasci-
smo, sulla legalità del regime e per farsi amicizie nell’Arma dei Carabinieri, amicizie senza
dubbio utili in tempi duri
35.
Non va poi dimenticato che anche il professor Signorelli, amico di Bocci,
aveva insegnato per alcuni anni alla scuola fiorentina di perfezionamento degli
ufficiali dei carabinieri, fino a quando nel 1937 non era stato allontanato per
incompatibilità politica. Nonostante tale provvedimento alcuni ufficiali, in
forma privata, avevano rappresentato il loro rammarico al predetto professore.
Il primo tentativo di collegamento infruttuoso con gli Alleati ad Algeri e
in Italia fu fatto dal gruppo di radio CoRa del PdA costituito dal capitano della
36
Regia Aeronautica Italo Piccagli, dal professor Carlo Ballario e dallo studente
37
di ingegneria Luigi Morandi . Questo piccolo nucleo nel marzo del 1944 dopo
circa due mesi, in cui erano stati svolti esperimenti tecnici, raccolte informazio-
ni e materiali, riuscì a mettersi in contatto con l’Alta Italia e Algeri. Il collega-
mento però ben presto cessò di essere attivo in quanto il gruppo di Milano,
soprannominato Organizzazione Otto, venne catturato. Poi si susseguirono una
serie di fallimenti dovuti ai limiti degli apparati radio.
Per quanto riguarda il gruppo CoRa dell’avvocato Bocci anch’esso, formato
da Piccagli, Ballario e Morandi, iniziò ad operare nel gennaio del 1944, quando
prese contatto con il capo di una missione alleata che voleva interloquire con espo-
nenti antifascisti. Bocci, dopo aver informato il Partito d’Azione che si era opposto
alla collaborazione per i rischi che avrebbe causato la delicata attività, decise di pro-
pria iniziativa di ritirare l’apparato radio per i collegamenti con gli Alleati. La radio,
prelevata e trasporta in una borsa per la spesa dalla segretaria Larocca, raggiunse
via Ricasoli. Poi dopo aver risolto dei problemi tecnici, legati all’antenna radio, l’ap-
parato venne posizionato nello studio di Bocci. Anche la moglie dell’avvocato
Bocci, Mitzi prese parte all’attività del gruppo. Attraverso le competenze di
Piccagli, radio CoRa fornì le informazioni per i bombardamenti aerei, riuscendo
ad evitare vittime e feriti civili, in quanto mai eseguite a ridosso dei centri abitati.
Per evitare di essere individuati dai nemici attraverso radiogoniometri, era
stato stabilito che la radio doveva essere sempre spostata.
35 Ivi, p. 20.
36 Classe 1915, laureato in fisica, assistente prima all’università di Firenze e poi di Bologna.
Nome di battaglia Belisario.
37 Classe 1920, in servizio di leva presso il 7° Genio Radiotelegrafisti di Firenze, con il grado
di sergente. Poi aveva frequentato la scuola allievi ufficiali a Pavia.
90

