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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  Su una delle pareti era esposta una fotografia che ritraeva l’avvocato Bocci
             nella Scuola Centrale Carabinieri in compagnia di Ufficiali e sottufficiali. Infatti
             sin dagli anni Trenta il professore aveva fatto qualche corso presso la Scuola Carabinieri
             con il preciso scopo di distribuire, qua e là nelle sue lezioni di Diritto sottili dubbi sul fasci-
             smo, sulla legalità del regime e per farsi amicizie nell’Arma dei Carabinieri, amicizie senza
             dubbio utili in tempi duri
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                  Non va poi dimenticato che anche il professor Signorelli, amico di Bocci,
             aveva insegnato per alcuni anni alla scuola fiorentina di perfezionamento degli
             ufficiali dei carabinieri, fino a quando nel 1937 non era stato allontanato per
             incompatibilità  politica.  Nonostante  tale  provvedimento  alcuni  ufficiali,  in
             forma privata, avevano rappresentato il loro rammarico al predetto professore.
                  Il primo tentativo di collegamento infruttuoso con gli Alleati ad Algeri e
             in Italia fu fatto dal gruppo di radio CoRa del PdA costituito dal capitano della
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             Regia Aeronautica Italo Piccagli, dal professor Carlo Ballario  e dallo studente
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             di ingegneria Luigi Morandi . Questo piccolo nucleo nel marzo del 1944 dopo
             circa due mesi, in cui erano stati svolti esperimenti tecnici, raccolte informazio-
             ni e materiali, riuscì a mettersi in contatto con l’Alta Italia e Algeri. Il collega-
             mento però ben presto cessò di essere attivo in quanto il gruppo di Milano,
             soprannominato Organizzazione Otto, venne catturato. Poi si susseguirono una
             serie di fallimenti dovuti ai limiti degli apparati radio.
                  Per quanto riguarda il gruppo CoRa dell’avvocato Bocci anch’esso, formato
             da Piccagli, Ballario e Morandi, iniziò ad operare nel gennaio del 1944, quando
             prese contatto con il capo di una missione alleata che voleva interloquire con espo-
             nenti antifascisti. Bocci, dopo aver informato il Partito d’Azione che si era opposto
             alla collaborazione per i rischi che avrebbe causato la delicata attività, decise di pro-
             pria iniziativa di ritirare l’apparato radio per i collegamenti con gli Alleati. La radio,
             prelevata e trasporta in una borsa per la spesa dalla segretaria Larocca, raggiunse
             via Ricasoli. Poi dopo aver risolto dei problemi tecnici, legati all’antenna radio, l’ap-
             parato venne posizionato nello studio di Bocci. Anche la moglie dell’avvocato
             Bocci,  Mitzi  prese  parte  all’attività  del  gruppo.  Attraverso  le  competenze  di
             Piccagli, radio CoRa fornì le informazioni per i bombardamenti aerei, riuscendo
             ad evitare vittime e feriti civili, in quanto mai eseguite a ridosso dei centri abitati.
                  Per evitare di essere individuati dai nemici attraverso radiogoniometri, era
             stato stabilito che la radio doveva essere sempre spostata.

             35   Ivi, p. 20.
             36   Classe 1915, laureato in fisica, assistente prima all’università di Firenze e poi di Bologna.
                  Nome di battaglia Belisario.
             37   Classe 1920, in servizio di leva presso il 7° Genio Radiotelegrafisti di Firenze, con il grado
                  di sergente. Poi aveva frequentato la scuola allievi ufficiali a Pavia.

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