Page 95 - Numero Speciale 2024-2
P. 95
FIRENZE 1944. CARABINIERI CONTRO NAZIFASCISTI
A Villa Triste vennero, uno ad uno, picchiati. La segretaria Larocca nel suo
libro racconta le sevizie e le torture che lei e i suoi compagni dovettero subire.
Anche il giovanissimo carabiniere non fu immune dal trattamento: Gilardini, che
indossava ancora la divisa di carabiniere, una manica della giacca strappata, la faccia contu-
sa, sanguinante, picchiato a sangue non aveva perso lo spirito e replicava agli insulti dei repub-
blichini che ci sorvegliavano. Improvvisamente uno di questi esplose un colpo di moschetto che
rimbombò nella stanza. Alle SS e ai camerati accorsi, forse per giustificare la sua stupida
bravata, disse che Gilardini aveva tentato di fuggire; così ancora un supplemento di botte per
47
tutti .
Per estorcere informazioni i tedeschi ricorsero a trattamenti disumani,
tanto che Larocca, fermamente convinta a non rivelare nessuna informazione,
per ben due volte tentò di suicidarsi. Il trattamento peggiore fu riservato a
Piccagli e Bocci che si addossarono la responsabilità dell’organizzazione clan-
destina. Proprio a quest’ultimo, sofferente di cuore, vennero fatte delle iniezioni
cardiotoniche per essere tenuto in vita e così continuare con le torture. Piccagli
la notte dell’11 giugno Piccagli, scortato da due militi, passando accanto a
Gilardini gli si rivolse dicendo: mi dispiace di quello che ti è successo perché sei tanto gio-
vane, speriamo che la nostra patria si salvi
48.
Il giorno dopo parte del gruppo di radio CoRa venne ucciso a Cercina.
Dopo cinque mesi di attività clandestina cessava di esistere il gruppo
CoRa, i superstiti di Villa Triste, Larocca, Gilardini, alcuni giorni dopo vennero
trasferiti nel campo di concentramento di Fossoli. Poi mentre erano su un con-
voglio ferroviario per un campo di concentramento in Germania riuscirono a
guadagnare la fuga.
47 Gilda Larocca, La radio CoRa cit., p. 72.
48 Ivi, p. 88.
93

