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FIRENZE 1944. CARABINIERI CONTRO NAZIFASCISTI




                    A Villa Triste vennero, uno ad uno, picchiati. La segretaria Larocca nel suo
               libro racconta le sevizie e le torture che lei e i suoi compagni dovettero subire.
               Anche il giovanissimo carabiniere non fu immune dal trattamento: Gilardini, che
               indossava ancora la divisa di carabiniere, una manica della giacca strappata, la faccia contu-
               sa, sanguinante, picchiato a sangue non aveva perso lo spirito e replicava agli insulti dei repub-
               blichini che ci sorvegliavano. Improvvisamente uno di questi esplose un colpo di moschetto che
               rimbombò nella stanza. Alle SS e ai camerati accorsi, forse per giustificare la sua stupida
               bravata, disse che Gilardini aveva tentato di fuggire; così ancora un supplemento di botte per
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               tutti .
                    Per  estorcere  informazioni  i  tedeschi  ricorsero  a  trattamenti  disumani,
               tanto che Larocca, fermamente convinta a non rivelare nessuna informazione,
               per  ben  due  volte  tentò  di  suicidarsi.  Il  trattamento  peggiore  fu  riservato  a
               Piccagli e Bocci che si addossarono la responsabilità dell’organizzazione clan-
               destina. Proprio a quest’ultimo, sofferente di cuore, vennero fatte delle iniezioni
               cardiotoniche per essere tenuto in vita e così continuare con le torture. Piccagli
               la  notte  dell’11  giugno  Piccagli,  scortato  da  due  militi,  passando  accanto  a
               Gilardini gli si rivolse dicendo: mi dispiace di quello che ti è successo perché sei tanto gio-
               vane, speriamo che la nostra patria si salvi
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                    Il giorno dopo parte del gruppo di radio CoRa venne ucciso a Cercina.
                    Dopo  cinque  mesi  di  attività  clandestina  cessava  di  esistere  il  gruppo
               CoRa, i superstiti di Villa Triste, Larocca, Gilardini, alcuni giorni dopo vennero
               trasferiti nel campo di concentramento di Fossoli. Poi mentre erano su un con-
               voglio ferroviario per un campo di concentramento in Germania riuscirono a
               guadagnare la fuga.




















               47   Gilda Larocca, La radio CoRa cit., p. 72.
               48   Ivi, p. 88.

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