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I CARABINIERI NELLA LIBERAZIONE DI FIESOLE. (ESTATE 1944)




                    Al generale Arnaldo Ferrara va il merito di aver riportato l’attenzione su
               “I carabinieri martiri di Fiesole”, per citare il titolo del suo volume del 1976,
               che da allora in avanti è rimasto la fonte d’informazione su quegli eventi per
               quasi  tutta  la  letteratura  successiva .  Tuttavia,  la  scelta  di  concentrarsi  quasi
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               esclusivamente sui quattro carabinieri caduti, ha non solo dato luogo a una nar-
               rativa eroicizzante in parte romanzata ma anche obliato molti dettagli impor-
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               tanti di quel periodo . Oggi una serie di documenti inediti - in particolare le
               dichiarazioni ufficiali rilasciate dai protagonisti sopravvissuti nel 1944-1945 -
               unitamente a testimonianze finora non divulgate, fornite da vari fiesolani, con-
               sentono una ricostruzione più dettagliata dell’attività di un cospicuo gruppo di
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               carabinieri nel luglio-agosto del 1944.  La descrizione dei fatti che segue non
               modifica la sostanza degli eventi principali ma va a rettificare varie imprecisioni
               e illustra, con ulteriore chiarezza, quanto coraggio dovettero richiedere le deci-
               sioni prese dai quattro eroi, dai loro colleghi e dai civili che li affiancarono.

               2.  L’uccisione di Sebastiano Pandolfo
                    Luglio 1944. Nella Toscana ancora occupata, i reiterati successi conseguiti
               nei mesi precedenti dalle truppe alleate nell’Italia centrale e meridionale preoc-
               cupavano i tedeschi. Mentre si preparavano alla ritirata oltre la Linea Gotica,
               sugli Appennini, furono infatti protagonisti di un numero sempre crescente di
               scontri con i partigiani. Un episodio chiave avvenuto a Fiesole veniva descritto
               dal comandante Amico. Il 12 marzo 1945 riferì: “ero per ordine del Comando
               Militare Clandestino Marte - IV Zona, incaricato dal Comando Militare per la
               città di Fiesole”. Il 29 luglio Amico ordinava a tre suoi sottoposti - i carabinieri
               Sebastiano Pandolfo, Fulvio Sbarretti e Pasquale Ciofini - di appoggiare una
               staffetta della Brigata Rosselli n. 2, del quale conosceva solo il soprannome:
               “Bomba”. In seguito identificato come Rolando Lunari, il partigiano stava rien-
               trando in formazione, con ordini urgenti del Comando Militare Marte. Il docu-
               mento era un dattiloscritto di otto pagine con un messaggio ai partigiani da
               parte del Generale Harold Alexander, a capo degli Alleati che stavano liberando
               la penisola.

               4    Arnaldo Ferrara, I carabinieri martiri di Fiesole, Roma, Edizioni Il Carabiniere, 1976.
               5    Per un resoconto più attendibile dell’esecuzione dei Carabinieri di Fiesole, si vedano le schede
                    di Francesco Fusi sul sito web Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, http://www.stra-
                    ginazifasciste.it, ed ora Giovanni Salierno, 12 agosto 1944. I Martiri di Fiesole in Notizario Storico
                    dell’Arma dei Carabinieri, IX, numero speciale, (2024), pp. 4-34.
               6    Se non indicato diversamente, i documenti citati da qui in avanti, per lo più dichiarazioni uffi-
                    ciali, sono stati da me consultati nel 2017 presso l’Ufficio Storico del Comando Generale
                    dell’Arma dei Carabinieri, Roma. Le varie interviste recenti a Fiesole si sono svolte tra il 2017
                    e il 2024.

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