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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



             Campolmi e Franco Gilardini, davanti ad un lungo e basso tavolino sul quale era spiegata
             una grande carta geografica dell’Appennino centrale, e in un angolo, anche un mucchietto di
             appunti. L’avvocato Bocci, in piedi tra le due finestre, stava parlando con Piccagli e Focacci.
             Tirati fuori i miei foglietti li riordinai e li posai sul tavolino. Tirai fuori anche il fascicolo della
             causa e Gilardini cominciò a prendermi allegramente in giro: se credevo che il nostro quartier
             generale fosse diventata una succursale dello studio. Parlavamo a bassa voce ma eravamo un
             po’ eccitati, più meno allegri, ma di una allegria forzata, tesa, nervosa. L’importanza e il peso
             sempre crescente del nostro lavoro, a liberazione di Roma, lo sbarco in Normandia nel giro
             di pochi giorni, l’avvicinarsi del fronte, la coscienza del pericolo e delle incognite dei giorni a
             venire (forse il fatto di essere li in tanti), la speranza, infine della tanto agognata libertà che
             sembrava però ancora così lontana, tutto questo groviglio di pensieri si traduceva in me, e forse
             più o meno anche nei miei compagni, in quella insolita eccitazione. Il capitano Piccagli era
             uscito quasi subito, sarebbe tornato più tardi. Rimase Focacci a parlare con l’avvocato, ma
             dopo poco uscì anche lui.
                  [...] Ad un tratto la porta, all’estremità opposta al salone, si aprì e Focacci entrò indie-
             treggiando, sospinto dalle canne delle pistole di tre individui alti e tarchiati, impermeabile
             chiaro e cappello floscio calato sugli occhi, impugnavano minacciosi senza far parola.
                  I tedeschi, che avevano sorpreso il gruppo di radio CoRa, chiesero di rag-
             giungere il sottotetto. La segretaria Larocca, che si offrì di accompagnarli, non
             era  a  conoscenza  del  fatto  che  Morandi  stava  trasmettendo.  Così  mentre
             quest’ultimo veniva sorpreso dai tedeschi, la ragazza si diresse di corsa verso il
             salone dove trovò gli altri compagni sotto la minaccia delle armi. Il covo ben
             preso si riempì di tedeschi e repubblichini. Perquisiti, pestati e privati di tutto
             quanto in loro possesso, ad un certo momento Bocci e gli altri udirono degli
             spari. Morandi approfittando di un momento di distrazione, aveva sottratto
             l’arma al tedesco che l’aveva appoggiata su un ripiano, e poi aperto il fuoco.
             Poi era stato a sua volta ferito gravemente dalla reazione a fuoco dei tedeschi
             accorsi .
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                  Oltre a sorprendere la quasi totalità della cellula, i nazisti si impossessa-
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             rono di moltissimi documenti. Poi Bocci , Focacci, Gilardini, Campolmi  e
             Larocca  vennero  fatti  uscire  e  con  due  macchine  e  portati  a  villa  Triste.
             Successivamente  fu  catturato  anche  il  capitano  dell’aereonautica  Italo
             Piccagli .
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             43   Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
             44   Medaglia di Bronzo al Valor Militare conseguita durante la Prima Guerra Mondiale. Medaglia
                  d’Oro al Valor Militare alla memoria.
             45   Tecnico delle ferrovie, fornì informazioni sulle linee ferroviarie, movimenti, passaggio mezzi
                  e truppe.
             46   Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

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