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I CARABINIERI NELLA LIBERAZIONE DI FIESOLE. (ESTATE 1944)
3. Gli altri carabinieri patrioti
Non sappiamo chi fosse il
coraggioso civile che nasconde-
va il gruppo di carabinieri.
Possiamo immaginare che tra
questi vi fossero i vice brigadie-
ri Gerardo Aliberti e Ogerio
Vento e il carabiniere Antonio
Baldassarre, i quali risulta fosse-
ro attivi nella Resistenza.
Una lettera dell’8 gennaio
1945, scritta dall’addetto milita-
re della Formazione Partigiani
di Fiesole, indicava questi tre
nomi insieme a quelli dei cara-
binieri Francesco Naclerio,
Amico, Pandolfo, Marandola,
La Rocca e Sbarretti, e a quelli
di dodici civili, aggiungendo
che “il riconoscimento della
qualifica di ‘Patrioti’ ai compo-
nenti della Banda stessa è già
7
stato conferito” .
I nomi degli stessi carabi-
nieri appaiono, insieme a quelli
del vice brigadiere Virgilio De Carabiniere Sebastiano Pandolfo
Luca e del carabiniere (Fonte: Famiglia Amico)
Armando Sciommeri, in una lettera del 6 settembre 1944, nella quale il
Comitato Esecutivo del Comando Militare Clandestino descrisse nel dettaglio
le attività dei carabinieri della Stazione di Fiesole: “Fin dallo scorso Aprile
sono stati in contatto col n/s Comandante di Zona e alle lui dipendenze
hanno collaborato per ogni necessità di carattere militare, nella lotta contro i
tedeschi.
7 Si veda Marta Bonsanti (a cura di), Archivio del Comitato di Liberazione Nazionale di Fiesole.
Inventario, Firenze, Edizioni Polistampa, 2014, pp. 82, 117 (con riproduzioni dei documenti).
Su Naclerio, si veda Jonathan K. Nelson, Il Carabiniere Francesco Naclerio: superstite di Fiesole, in
Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri, a. III, 4 (2018), pp. 4-12. I termini intercambiabili
“patriota” o “partigiano” non indicavano uno specifico orientamento politico al di là dell’op-
posizione al nazifascismo.
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