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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Sebbene probabil-
mente quest’ultimo detta-
glio non sia attendibile, la
storia raccontata alla bam-
bina indica come in molti
a Fiesole sapessero delle
torture inflitte ai carabi-
nieri. Le grida, invece,
furono udite anche dai
dieci civili trattenuti nel-
l’albergo. L’allora venten-
ne Piero Pesciullesi rac-
contò nel 1964: nelle
prime ore di quel tragico
pomeriggio […] accadde
qualcosa di strano. Da
uno scantinato adiacente
al nostro provennero una
serie di rumori secchi,
come raffiche di mitra.
Purtroppo lo erano: ter-
minati i rumori avvertim-
mo dei lamenti cui segui-
rono altri spari: i colpi di
grazia. Poi il silenzio.
Credemmo per un attimo L’appuntato Francesco Naclerio in grande uniforme speciale,
che fosse giunta la nostra neo promosso Carabiniere dopo il corso alla legione allievi
ora, ma invece non accad- (Fonte: Famiglia Naclerio)
de nulla. Passarono alcuni giorni e d’improvviso [il Primo settembre] ci trovam-
mo liberi: i tedeschi si eran ritirati. E fu allora che venimmo a conoscenza del
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sacrificio dei tre carabinieri . Sebbene Pesciullesi non avesse menzionato
Naclerio, un altro ostaggio, Alessandro Manuelli, fece riferimento pubblicamen-
te a un quarto carabiniere in uniforme. Naclerio stesso raccontò molti anni dopo
ai suoi familiari più stretti che i tedeschi lo avevano sottoposto a pesanti torture
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psicologiche: “Dovevo morire anch’io. Mi hanno messo al muro tre volte” .
24 Intervista a Piero Pesciullesi in Nelle cantine dell’albergo Aurora, in La Nazione, 28 settembre 1964.
25 Intervista a Luciana Naclerio in Daniela Giovannetti, L’altra storia dei martiri di Fiesole, in La
Nazione, 21 luglio 2023, p. 13 (sezione Firenze).
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