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Lungo il cammino della storia della selezione dei militari dell’Esercito, si
incontra anche un articolo del 1962, a f rma del Direttore responsabile della
Rivista Militare, il generale Mario Torsiello, nel quale sembra emergere un qua-
dro cangiante dei momenti salienti che def nirono il processo di reclutamento. Il
resoconto segna le tappe cruciali che segnarono l’evoluzione di questa fase critica
nell’organizzazione delle Forze Armate. A partire dal 1957, l’Esercito Italiano, in
sinergia con l’Istituto nazionale di Psicologia del Consiglio nazionale delle
Ricerche, intraprese un coraggioso cammino di rinnovamento, mirando all’im-
plementazione di una nuova batteria di reattivi per gli esami psicologici. Questo
audace progetto, alimentato dai più recenti sviluppi nel campo della psicologia,
diede vita a strumenti più sof sticati e mirati, destinati a rivoluzionare le modalità
di selezione dei futuri soldati, traghettandoli verso un nuovo orizzonte di ef cacia
e precisione nella scelta dei candidati. I progressi compiuti nell’innovazione degli
strumenti psicologici e nelle procedure di reclutamento lasciarono un’impronta
profonda sulla selezione attitudinale dei giovani aspiranti al servizio militare.
Questa metamorfosi non si fermò alle reclute destinati al servizio di leva, ma coin-
volse anche coloro che ambivano a una carriera militare a lungo termine, così
come gli aspiranti ai gradi di sottuf ciali ed uf ciali, aprendo loro le porte verso
un futuro ricco di opportunità e sf de.
Il Generale Torsiello rammenta che l’organizzazione disponeva di ventisette
gruppi selettori, distribuiti con precisione su tutto il territorio nazionale, presso i
Distretti Militari.
ogni gruppo, composto da un assortito nucleo di uf ciali d’Arma e medici
militari, coadiuvati da sottuf ciali correttori e militari di truppa, contribuiva con
il proprio bagaglio di competenze alla complessa opera di selezione.
La procedura di selezione, secondo quanto riportato, si dispiegava in due
fasi distinte ma complementari. nel primo momento, i giovani reclute, nell’arco
di due giorni intensi, venivano sottoposti al severo esame dell’ef cienza f sica e
funzionale da parte degli uf ciali medici presso i Distretti Militari. Questo primo
passo, solido come un baluardo, rappresentava il fondamento su cui si sarebbe
eretta l’intera opera di selezione, un pilastro imprescindibile nella scelta dei futuri
soldati chiamati a difendere la nazione con impegno e dedizione. nell’arco di due
giorni, i giovani chiamati alle armi venivano sottoposti, da parte degli uf ciali
medici, al controllo dell’ef cienza f sica e funzionale.
A seguire, gli uf ciali selettori d’Arma procedevano:
alla valutazione dei soggetti mediante prove psicotecniche necessarie per esa-
minare gli aspetti della loro personalità (intelligenza, capacità di osservazione,
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