Page 73 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
rapidità psico-motoria, capacità di adattamento e di apprendimento in situazioni
nuove, controllo emotivo, volenterosità, cultura generale). a conclusione di dette
prove il soggetto viene sottoposto, da parte di un Ufficiale particolarmente qualifi-
cato ad un “colloquio” che, attraverso il contatto diretto tra esaminatore e soggetto,
consente di mettere maggiormente a fuoco particolari aspetti della personalità e
soprattutto di accertare i desideri del soggetto per l’assegnazione delle varie armi e
servizi. in base ai risultati forniti di giovani nei vari reattivi, si determina il “pro-
filo psicologico” che è l’insieme dei requisiti fisici, vocazionali, culturali, attitudi-
nali, caratterologici posseduti dal soggetto per assolvere i compiti richiesti da una
determinata specializzazione o incarico .
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Dopo aver completato la visita di leva presso i Distretti Militari, le giovani
reclute venivano temporaneamente rimandate presso le loro abitazioni, in attesa
della successiva convocazione presso i Centri Addestramento Reclute (C.A.R.).
L’entrata nei C.A.R. rappresentava un momento cruciale nel percorso di forma-
zione dei nuovi arruolati, segnando l’inizio uf ciale del loro addestramento mili-
tare. Durante questa fase, era attuata la seconda fase della selezione, un passaggio
fondamentale nel processo di valutazione delle giovani reclute. un uf ciale selet-
tore del C.A.R. assumeva il compito di condurre un secondo colloquio, mirato a
esaminare più approfonditamente il carattere e la personalità dei nuovi arruolati.
L’obiettivo era chiarire e approfondire gli elementi emersi durante la visita di
leva, al f ne di confermare o eventualmente rivedere l’assegnazione dell’incarico o
del servizio precedentemente designato. Sebbene la procedura in due tempi fosse
uniformemente applicata per la selezione di giovani destinati a ogni ruolo (trup-
pa, sottuf ciali e uf ciali), ciò che dif eriva tra le diverse tipologie di selezione
erano i criteri di valutazione. Questi criteri venivano resi più stringenti e rigorosi
in base al ruolo cui il giovane aspirava, evidenziando l’importanza di personaliz-
zare l’analisi in base alle specif che responsabilità e competenze richieste da cia-
scuna mansione militare. La selezione attitudinale degli allievi sottuf ciali rap-
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presentava un momento cruciale nel percorso di formazione militare, af dato ai
competenti gruppi selettori operanti presso i Distretti Militari, distribuiti in loca-
lità strategicamente signif cative, spesso sede di Comandi Militari di Regione.
Sebbene l’obiettivo principale di questa forma di selezione fosse l’accerta-
mento dell’idoneità dell’ef cienza “somato-psichica”, analogamente alla valuta-
zione delle giovani reclute, gli standard richiesti agli aspiranti allievi sottuf ciali
erano più elevati e rigorosi.
84 M Torsiello, 1962.
85 Ivi, p. 1326.
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