Page 70 - Rassegna 2024-4 supplemento
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La selezione attitudinale, dapprima effettuata, in fase sperimentale presso i
c.a.r. sulle aliquote di militari già chiamate alle armi, è passata poi, in linea
definitiva, a Distretti militari, ove viene attuata sulle aliquote giudicate abili ed
arruolate dai consigli e dalle commissioni mobili di leva, destinate ad assolvere
gli obblighi del servizio militare. nel coro di due-tre giorni, i giovani vengono sot-
toposti ad un completo esame clinico - ivi compresa una indagine schermografica -
e, subito dopo, ad un vaglio psicologico, consistente in una serie di esami collettivi ed
individuali - con batterie di test appositamente elaborate - ed in un colloquio psico-
logico avente lo scopo di far collimare i “desideri” dei soggetti con i risultati dei vari
reattivi somministrati. i giovani esaminati vengono predesignati per le varie armi
e servizi e per determinati gruppi di qualifiche, sicché, all’atto dell’incorporamen-
to, essi non sono degli “sconosciuti”, in quanto esiste per essi una scheda selettiva
riportante preziosi dati orientativi, accuratamente analizzati, circa l’attività
lavorativa svolta, circa gli studi eseguiti, circa l’ambiente familiare-affettivo, le
condizioni sociali, i desideri espressi, oltre che sui valori attitudinali e, quindi, sul
complesso della personalità: direi quasi un ritratto psichico del giovane soldato .
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Le considerazioni del tenente colonnello Pietroandrea, gettano luce su un
periodo di profonda rif essione e speranza nel campo emergente della selezione
psicologica. Tuttavia, queste speranze, anche se intrise di un certo idealismo,
af rontano le sf de di un’epoca in cui l’applicazione di metodi e strumenti psico-
logici af dabili era ancora un obiettivo da raggiungere. In Italia, durante gli anni
Cinquanta, le scienze psicologiche si trovavano in una fase di sviluppo limitato,
ostacolato dall’assenza di una Facoltà di Psicologia dedicata e dall’insegnamento
frammentario della disciplina all’interno di istituti di medicina o f losof a.
Questo scenario istituzionale costituiva una barriera alla formazione di un
numero suf ciente di professionisti nel settore psicologico, nonostante una
domanda crescente sia nel settore lavorativo che militare. Di conseguenza, la sele-
zione dei candidati, sebbene essenziale, era ancora af data principalmente a uf -
ciali d’arma, il cui approccio era spesso basato sull’empirismo. La mancanza di un
supporto adeguato da parte di esperti psicologi rappresentava una limitazione
signif cativa, poiché l’introduzione di metodologie scientif che avrebbe potuto
migliorare notevolmente l’ef cacia e l’accuratezza del processo di selezione, così
come avveniva in altri Stati.
In questo contesto, le speranze per lo sviluppo della selezione psicologica
erano alte, ma si intravedeva chiaramente una strada lunga e tortuosa verso l’isti-
tuzione di pratiche più avanzate e informate.
82 Ivi, p. 1617.
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