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                  Al contrario, la selezione attitudinale, che poteva essere percepita come un
             processo  di  categorizzazione  e  selezione,  poteva  suscitare  dif  denza  e  timore.
             Sempre  secondo  il  Papini,  i  primi  tentativi  di  applicazione  della  psicotecnica
             furono utili non solo per evidenziare l’insuf  cienza dell’esame medico nel deter-
             minare l’idoneità al servizio militare, ma anche per mettere in luce l’importanza
             di esaminare f n dal primo momento le attitudini particolari di ciascun individuo.
                  […] per accertare l’idoneità di un individuo al servizio militare non sia suffi-
             ciente fermarsi al suo esame medico, in quanto questo non ci dà nessun indizi su
             quello che possono essere le tare psichiche dell’individuo. essi misero in evidenza la
             necessità di esaminare fin dal primo momento le attitudini particolari di ciascun
             individuo, perché questo avrebbe giovato al suo addestramento, e di avere nel con-
             tempo qualche indizio per una migliore valutazione della sua personalità .
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                  un ulteriore aspetto di rilevante interesse, che emerge dal contributo del
             Capitano Papini, riguarda le considerazioni esposte in merito al concetto di “atti-
             tudine”. Questo concetto, fondamentale nel campo della selezione, veniva def -
             nito  all’inizio  del  secolo  da  Claparede  come  la  “caratteristica  individuale  dal
             punto di vista del rendimento”. Tuttavia, all’epoca, esso non possedeva ancora le
             caratteristiche di un costrutto scientif co suf  cientemente studiato e analizzato, a
             causa della molteplicità di fattori che ne determinavano la complessità.
                  Pertanto, la psicologia del tempo, piuttosto che concentrarsi sul signif cato
             intrinseco dell’attitudine, tendeva a focalizzarsi sul suo aspetto più esteriore e
             misurabile: il rendimento che un soggetto poteva produrre in seguito alla sommi-
             nistrazione di specif ci reattivi psicologici. Di conseguenza, quando si discuteva
             di attitudine, l’attenzione era rivolta a diversi aspetti pratici, quali:
                  esattezza (capacità di coordinazione bimanuale); stabilità di direzione; coor-
             dinazione fra movimenti e stimolo visivi complessi (capacità di coordinazione visi-
             vo - motoria); quantità dei movimenti elementari nell’unità di tempo; rapidità di
             impostazione  del  movimento;  capacità  di  eseguire  movimenti  contemporanei;
             memoria del movimento; energia del movimento; resistenza movimenti faticosi .
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                  Durante le prove di selezione, venivano somministrati reattivi collettivi e indi-
             viduali. La valutazione dei risultati ottenuti da queste prove, ef ettuata dall’uf  ciale
             perito selettore, costituiva la base per la compilazione della “Scheda di selezione atti-
             tudinale”. Questo documento, che avrebbe accompagnato il soldato per tutta la
             durata della sua vita militare, aveva il compito di fornire al Comandante di reparto
             le indicazioni per l’impiego più appropriato e produttivo del soldato stesso.

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