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                  Dalla selezione dei candidati alla progettazione dei programmi formativi,
             ogni fase dell’iter di reclutamento richiedeva un’attenta valutazione e una revisio-
             ne accurata al f ne di garantire che l’Esercito potesse contare su un personale ade-
             guatamente preparato. La ricerca di ef  cienza e adattabilità nell’ambito del reclu-
             tamento militare rif etteva l’impegno costante delle forze armate nel rimanere al
             passo con i tempi e nel garantire la propria capacità di difesa e di risposta alle pos-
             sibili minacce emergenti.
                  Il termine “attitudine”, come si intravede, all’epoca era utilizzato nell’alveo
             dell’ambito “f sico” e, in tal senso, erano annoverate le cause di non idoneità al ser-
             vizio militare. Il termine “attitudine”, quindi, nella sua accezione originaria, rif et-
             teva un’importante dimensione legata alla sfera f sica e rappresenta un elemento
             cardine nella valutazione dei candidati al servizio militare. Essenzialmente, perciò,
             l’idea di “attitudine” si riferiva alle capacità f siche necessarie per af rontare con
             successo i compiti e le responsabilità del servizio militare. In seguito, questo termi-
             ne, va ben oltre la mera valutazione delle qualità f siche ed incomincia ad includere
             un insieme multiforme di attributi e predisposizioni che incominciano ad essere
             considerati  essenziali  per  il  successo  e  l’ef  cacia  delle  operazioni  militari.  Ciò
             implicava, per esempio, la determinazione, il coraggio, la lealtà, la disciplina e la
             capacità di lavorare in squadra. Questi tratti non solo determinavano la capacità di
             un individuo di adattarsi e reagire in situazioni di stress e pericolo, ma anche la sua
             idoneità a contribuire positivamente alla coesione e all’ef  cacia dell’unità militare.
                  Il concetto di “attitudine” nel contesto del servizio militare rappresenterà
             un paradigma complesso di signif cato di profonda rilevanza, essenziale per com-
             prendere appieno le qualità e le capacità richieste ai militari.
                  Si cominciava a palesare una consapevolezza crescente riguardo alla com-
             plessità delle esigenze del servizio militare. Si stava gradualmente riconoscendo
             che non solo la robustezza f sica e l’assenza di patologie di natura psichiatrica, ma
             anche la stabilità mentale e le competenze psicologiche delle reclute, rivestivano
             un ruolo fondamentale nell’ef  cacia complessiva delle Forze Armate.
                  Il Capitano di Fanteria, Antonio Capursi, in note e Proposte della Rivista
             Militare del 1948, sottolineava il fatto che in America, avevano trovato opportu-
             no applicare i risultati degli studi psicologici al reclutamento militare. Secondo
             quanto riportato, l’America:
                  alla semplice indagine psicologica accoppia una tecnica basata su prove carat-
             teristiche (test) che agiscono direttamente sull’osservazione dei soggetti e riportano
             impressioni decisive ed istantanee .
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             75  A. Capursi, 1948.

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