Page 67 - Rassegna 2024-4 supplemento
P. 67
i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
Tuttavia, la Scheda di selezione attitudinale lasciava ampio spazio alle con-
siderazioni personali degli uf ciali Comandanti di reparto. Questo approccio,
che combinava aspetti accademici e pratici, mirava a incoraggiare la collaborazio-
ne di tutti coloro coinvolti nel processo di reclutamento, con l’obiettivo di con-
tribuire al miglioramento continuo del sistema.
nel 1953, il Capitano di Fanteria Gaetano Salveti introdusse una innova-
80
tiva interpretazione della nozione di “attitudine militare”, conferendole un’im-
pronta distintamente psicologica. Secondo Salveti, l’attitudine militare non pote-
va più essere semplicisticamente def nita in termini di abilità f siche o somato-
funzionali, ma doveva piuttosto essere valutata in base a una serie complessa di
tratti psicologici. Tra questi tratti, Salveti includeva “l’intelligenza, l’af ettività, la
socievolezza, l’aggressività e l’emotività”, sottolineando l’importanza di qualità
psicologiche che vanno al di là delle competenze tecniche o dell’addestramento
militare tradizionale. Questa nuova prospettiva riconosceva che l’ef cacia di un
soldato non dipendeva solo dalla sua abilità nel maneggiare le armi o nel seguire
ordini, ma anche dalla sua capacità di comprendere e gestire le proprie emozioni,
di interagire in modo costruttivo con gli altri membri del team e di adattarsi alle
mutevoli situazioni sul campo di battaglia.
In questo modo, Salveti fece un ulteriore passo avanti nel processo di valu-
tazione dell’idoneità militare, sottolineando l’importanza di considerare non solo
le capacità f siche, ma anche le caratteristiche psicologiche dei soldati. Questo suo
contributo operò signif cativamente nella trasformazione del concetto tradizio-
nale di “buon soldato”, ponendo una maggiore enfasi sulla formazione e sulla
valutazione delle competenze psicologiche nei candidati militari.
La rif essione dell’uf ciale, maturata durante il suo servizio presso la Scuola
allievi sottuf ciali di Spoleto, rivelava un fondamentale cambiamento nella prassi
di valutazione e selezione dei candidati militari. L’osservazione diretta, secondo
cui circa il venti per cento degli allievi veniva eliminato a causa di “difetti di per-
sonalità”, specialmente per l’assenza di una predisposizione militare, lo spinge a
suggerire l’adozione di un approccio psicologico avanzato.
Questo avrebbe dovuto garantire una valutazione più precisa delle caratte-
ristiche caratteriali dei futuri soldati, aiutando gli uf ciali a condurre colloqui di
valutazione più approfonditi e mirati.
A ragione di ciò, suggerisce l’adozione di uno psicogramma che potesse
of rire qualche garanzia in più circa il giudizio di idoneità caratterologica e che
potesse essere di ausilio all’uf ciale colloquiatore.
80 G. Salveti, 1953.
65

