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                  La considerazione della salute mentale e morale come requisiti fondamen-
             tali per i militari dell’Arma non solo rif etteva l’evoluzione delle concezioni di
             salute e benessere, ma sottolineava anche l’importanza di garantire che i membri
             dell’Arma dei Carabinieri fossero in grado di af rontare le sf de e le responsabilità
             del servizio militare con integrità e competenza. Questo principio, fondamentale
             per  il  mantenimento  dell’ordine  e  della  sicurezza  nazionale,  rappresentava  un
             impegno duraturo verso il benessere globale dei militari e la loro capacità di svol-
             gere le loro funzioni in modo ef  cace e professionale.
                  L’opportunità di servire nell’Arma dei Carabinieri non solo conferiva pre-
             stigio e onore, ma anche vantaggi tangibili , che rendevano il reclutamento par-
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             ticolarmente allettante, specialmente a partire dall’anno 1945. In quel periodo,
             due  incentivi  distinti  contribuivano  a  rendere  il  servizio  nell’Arma  dei
             Carabinieri un’opzione altamente desiderabile per molti giovani.
                  Il primo incentivo era di natura economica, rappresentando un aspetto di
             notevole rilevanza per coloro che desideravano intraprendere la carriera militare.
             oltre al trattamento economico previsto dalle tabelle in vigore, i neo-arruolati
             venivano gratif cati con un premio d’ingaggio. Questo premio, di lire 3.000 per
             coloro che contraggono la ferma di tre anni e di lire 1.500 per coloro che assumo-
             no il vincolo di servizio di diciotto mesi, costituiva un incentivo f nanziario signi-
             f cativo che aumentava l’attrattiva del servizio nell’Arma dei Carabinieri.
                  Il  secondo  incentivo  era  legato  alla  possibilità  di  essere  “riammessi”
             nell’Arma dei Carabinieri, un’opportunità non facilmente ottenibile all’interno
             delle altre Forze Armate. Questo aspetto era particolarmente vantaggioso sia per
             i sottouf  ciali e i militari di truppa in congedo illimitato delle altre armi e della
             Regia  Aeronautica,  sia  per  i  sottouf  ciali  e  i  militari  di  truppa  dell’Arma  dei
             Carabinieri in congedo che non avevano ancora superato il trentesimo anno di
             età. L’of erta di questi incentivi rif etteva l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel
             reclutare e trattenere personale qualif cato, premiando coloro che sceglievano di
             dedicarsi al servizio nell’istituzione. Questi incentivi economici e di reinserimen-
             to dimostravano l’attenzione dell’Arma nei confronti del benessere e dell’interes-
             se dei suoi membri, contribuendo così a consolidare la sua reputazione come una
             delle istituzioni militari più ambite e rispettate nel panorama nazionale.

             L’iniziale contributo della “psicotecnica” alla selezione militare
                  Durante il periodo che si estende dal secondo dopoguerra agli inizi degli


             74  Decreto Legislativo Luogotenenziale del 9 novembre 1945, n. 857: art. 5: “[…] un premio d’in-
                 gaggio nella misura di lire 3000 per coloro che contraggono la ferma di tre anni e di lire 1.500
                 per coloro che assumono il vincolo di servizio di 18 mesi”.
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