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                  Tuttavia, oltre all’identif cazione di tale idoneità, la selezione degli aspiranti
             sottuf  ciali aveva anche il compito di valutare specif camente la loro capacità di
             frequentare con successo i corsi di formazione. Questo aspetto rivestiva partico-
             lare importanza, poiché non solo si trattava di individuare coloro che avevano le
             qualità necessarie per diventare sottuf  ciali, ma anche di assicurarsi che fossero in
             grado di af rontare e superare le sf de formative che li attendevano. In questo con-
             testo, la selezione assumeva una dimensione ancora più articolata, poiché non si
             limitava semplicemente a valutare le capacità f siche e cognitive degli aspiranti,
             ma si tendeva ad estenderla, ancorché in forma empirica, anche alla valutazione
             delle loro attitudini, della loro predisposizione al comando.
                  La selezione attitudinale degli allievi uf  ciali di complemento (A.u.C.)  è
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             una componente del processo di reclutamento e di formazione dei futuri quadri
             militari. Questo delicato processo si sviluppava in due fasi distintive, ciascuna delle
             quali rivestiva un ruolo fondamentale nel plasmare il prof lo degli allievi destinati
             a  diventare  futuri  uf  ciali.  nella  prima  fase,  i  gruppi  selettori  di  Comando
             Militare territoriale (C.M.T.) di Regione si impegnavano nell’esame preliminare
             degli aspiranti. Presso gli ospedali Militari, una commissione medica qualif cata
             eseguiva  l’accertamento  f sico,  garantendo  che  gli  allievi  potessero  soddisfare  i
             requisiti f sici necessari per intraprendere il percorso formativo. Contestualmente,
             la selezione psicologica assumeva un ruolo di rilievo, avvalendosi di “reattivi” volti
             a esplorare le qualità culturali e gli aspetti caratteriali degli aspiranti.
                  Questa fase di valutazione psicologica culminava in un colloquio di appro-
             fondimento, f nalizzato a ottenere una valutazione intuitiva e sintetica della per-
             sonalità di ciascun candidato.
                  La selezione di secondo tempo, invece, si dispiega nelle fasi conclusive del
             percorso formativo presso le scuole Allievi uf  ciali di complemento (A.u.C.).
             Qui, un nucleo selettore dedicato, costituito presso ciascuna scuola, prende in
             carico il compito di valutare ulteriormente gli allievi. Collaborando strettamente
             con i comandanti di reparto e sfruttando una profonda conoscenza delle esigenze
             delle diverse armi, specialità e servizi militari, questo nucleo selettore assegnava
             agli allievi le opportune destinazioni, cercando di garantire così un perfetto alli-
             neamento tra le capacità e le inclinazioni degli aspiranti e le esigenze specif che
             delle varie branche militari.
                  L’introduzione della selezione psicotecnica per l’ammissione all’Accademia
             Militare di Modena nel 1961 rappresenta un punto di svolta signif cativo nella sto-
             ria dell’istituzione.


             86  M Torsiello, 1962, p. 1327.

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