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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




               si conf gura come un meccanismo di selezione, ma sembra che si comincia a deli-
               neare come un’interessante indagine conoscitiva tesa ad esplorare la complessità
               e la diversità degli individui, dove ognuno è considerato unico e irripetibile, dota-
               to di talenti e potenzialità che meritano di essere riconosciuti e valorizzati. Il pro-
               cesso di valutazione dei soggetti attraverso prove psicotecniche assume un ruolo
               cruciale nel campo della selezione attitudinale. I risultati di tali prove incomincia-
               no a costituire il fondamento per ciò che in futuro prenderà il nome di “prof lo
               psicologico”. Questo elemento, che inizia a radicarsi nella mente degli uf  ciali
               addetti a questo compito, rappresenta in germe un approccio olistico che consi-
               dera una vasta gamma di fattori, tra cui le inclinazioni personali, le competenze
               culturali, e le caratteristiche attitudinali e comportamentali. Questo passo è signi-
               f cativo perché apre la strada a quello che poi sarà il cosiddetto “prof lo attitudi-
               nale” che rappresenta quindi un complesso mosaico di requisiti f sici, vocaziona-
               li, culturali, attitudinali e caratteriali, indispensabile per svolgere con successo i
               compiti e gli incarichi richiesti da una specif ca specializzazione o mansione.
                    una  menzione  a  parte  merita  l’art.  15  del  bando  di  concorso  per
               l’Accademia di Modena del 1961 (e di conseguenza quelli dello stesso tenore rela-
               tivi agli anni precedenti) laddove era previsto che il Ministro può negare, con prov-
               vedimento non motivato ed insindacabile, la partecipazione al concorso di qualsia-
               si candidato. Questa disposizione, con il potere conferito al Ministro di escludere
               i candidati dal concorso senza motivazione e senza possibilità di sindacato, evi-
               denzia  un’epoca  in  cui  l’autorità  governativa  operava  con  una  discrezionalità
               pressoché assoluta. Tuttavia, è nel 1972 che si assiste a una svolta decisiva con la
               riformulazione di questa normativa quando si disporrà che il Ministro per la
               difesa potrà escludere con decreto motivato dal concorso quei concorrenti che non
               risultassero in possesso dei requisiti richiesti. Il decreto del Ministro della difesa, di
               conseguenza, rappresenta un momento di trasformazione nell’approccio della
               Pubblica Amministrazione verso i cittadini. Questo cambiamento segna un pas-
               saggio cruciale verso una maggiore trasparenza e responsabilità nell’operato della
               pubblica autorità.
                    L’articolo 15 del bando del 1961, e quelli analoghi degli anni precedenti,
               rappresentano un capitolo signif cativo nella storia dell’amministrazione militare
               nel rapporto tra lo Stato e i cittadini. In pratica, per la priva volta si assiste alla
               metamorfosi della condotta esercitata dalla Amministrazione militare nei con-
               fronti dei cittadini. Con quest’ultima norma, contrariamente a quanto avveniva
               in precedenza, la Pubblica Amministrazione, nella fattispecie il Ministro della
               Difesa, ha il dovere di “motivare” qualsiasi provvedimento di esclusione dal con-
               corso.

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