Page 82 - Rassegna 2024-4 supplemento
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             sebbene abbia migliorato il livello qualitativo dei giovani di leva (con oltre la metà
             in possesso di diploma o laurea), non aveva favorito un addestramento suf  ciente
             né la completa “educazione militare”. D’altro canto, il tempo a disposizione per
             la formazione e l’addestramento si era ridotto, limitando la possibilità di acquisire
             le competenze e l’esperienza necessarie per operare con ef  cacia.
                  Le dinamiche sociali e le conseguenti scelte politiche adottate dai governi
             alla f ne degli anni ‘80 non hanno certo creato un terreno fertile per l’implemen-
             tazione di sistemi di arruolamento militare più ambiziosi. Inoltre, è importante
             ricordare che dal 1972 la legge aveva of erto agli obiettori di coscienza la possibi-
             lità di svolgere un servizio civile in sostituzione del servizio militare obbligatorio.
                  In sintesi, il possibile futuro dell’Esercito di leva probabilmente avrebbe
             richiesto  un’analisi  ponderata  che  tenesse  conto  delle  esigenze  di  ef  cienza,
             modernizzazione e integrazione interforze, senza trascurare le dinamiche sociali e
             le alternative al servizio militare obbligatorio.

             Lungo la strada verso la selezione attitudinale moderna
                  Il periodo successivo al secondo dopoguerra fu caratterizzato da una fase di
             transizione, in cui i Regi Decreti Militari dell’Esercito, emanati prima del 1945,
             continuavano  ad  avere  validità  f no  al  1964.  Ciò  signif ca  che,  per  quasi  due
             decenni, il processo di selezione dei coscritti si basava su norme e criteri preesi-
             stenti, non ancora adattati alle mutate esigenze della nuova Repubblica.
                  Per comprendere appieno i criteri utilizzati dai periti selettori attitudinali
             (sia agli uf  ciali d’Arma che ai medici) nella valutazione dei giovani di leva, è utile
             fare  riferimento  a  contributi  come  quello  del  Generale  di  Divisione  Lucio
             Castelluccio. nel suo articolo del 1997, “La leva militare e la società civile”, il
             Generale Castelluccio, forte della sua esperienza come Direttore del reclutamen-
             to F. A. di Levadife, proponeva un confronto tra i modelli di fascicolo f sio-psico-
             attitudinale utilizzati nel tempo per la valutazione dei giovani di leva.
                  A partire dagli anni Sessanta, dunque, si assiste ad un’evoluzione signif ca-
             tiva del processo di selezione, con l’introduzione di criteri di valutazione psico-
             attitudinali sempre più specif ci. Castelluccio fornisce un’opportunità unica per
             confrontare e valutare l’evoluzione dei criteri di selezione utilizzati nel corso degli
             anni. Attraverso questa analisi comparativa, è possibile cogliere le sfumature e le
             trasformazioni nel modo in cui sono stati valutati e considerati i giovani reclute,
             rif ettendo così non solo i cambiamenti nelle esigenze delle Forze Armate, ma
             anche l’evoluzione della società civile nel suo complesso.
                  Il Direttore del reclutamento, per confrontare i criteri di selezione, prende



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