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             il loro percorso formativo, integrandosi pienamente nella vita dell’Istituto e con-
             tinuando a seguire i corsi regolari di istruzione. Per essi, la prova rappresentava
             una tappa signif cativa nel loro cammino verso il conseguimento della qualif ca
             militare e professionale. Diversamente, coloro che non avevano raggiunto i requi-
             siti richiesti durante il periodo di prova, dovevano lasciare l’Accademia, af ron-
             tando così una svolta nella propria carriera militare. Questa separazione, sebbene
             dif  cile, rappresentava un momento di rif essione e di opportunità per valutare il
             proprio percorso e def nire nuove strategie per il futuro.
                  negli anni Sessanta e Settanta , l’Accademia Militare di Modena si trovò
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             ad af rontare un calo signif cativo del numero di candidati ai suoi corsi. Questo
             fenomeno non può essere compreso appieno senza un’analisi del contesto socio-
             politico dell’epoca, caratterizzato da profondi fermenti e mutamenti sociali. In
             quegli anni, l’Italia era attraversata da un’ondata di contestazione giovanile che
             metteva in discussione le istituzioni tradizionali, tra cui l’Esercito. I giovani di
             quell’epoca, abituati alla critica e alla protesta nei confronti delle f gure di autori-
             tà, non si sentivano attratti da un’istituzione come l’Accademia Militare, vista
             come  rigida,  gerarchica  e  rappresentativa  di  un  sistema  sociale  in  declino.
             L’introduzione dell’obiezione di coscienza nel 1972 rappresentò un ulteriore fat-
             tore che contribuì al calo di interesse per l’Accademia Militare. Per la prima volta,
             i giovani ebbero la possibilità di opporsi al servizio militare per motivi di coscien-
             za, scegliendo un servizio civile alternativo. Questa scelta divenne un simbolo del
             rif uto di un sistema militare visto come obsoleto e repressivo.
                  La liberalizzazione generale della società giovanile, le rivolte contro l’autori-
             tà, rappresentata non tanto dai genitori quanto dagli insegnanti medi o universi-
             tari, l’abitudine alla contestazione e cioè alla discussione critica di quanto asserito
             dai docenti, hanno creato un’atmosfera di irriverenza e di autonomia, un acuirsi
             dello spirito critico che sono atteggiamenti sicuramente non congeniali alle istitu-
             zioni militari e tantomeno ad un’istituzione formativa quale l’accademia .
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                  L’adozione  di  un  nuovo  modello  di  Esercito,  incentrato  sulla  prontezza
             operativa piuttosto che sulla mobilitazione, ha innescato una profonda trasfor-
             mazione del ruolo e delle f nalità del servizio militare obbligatorio.
                  il cambiamento del modello di esercito ha determinato anche un radicale
             mutamento della funzione del servizio militare obbligatorio. Man mano che la
             mobilitazione passava in seconda linea rispetto alla prontezza operativa, il servizio
             militare obbligatorio veniva utilizzato sempre meno per produrre riserve addestra-

             95  S. Labonia, 1987.
             96  Ivi, p. 85.

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