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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
noi docenti italiani di psicologia con indirizzo scientif co veniamo così ad
essere al presente in una posizione che ricorda quella di chi si trova tra l’incudine
e il martello. Da un lato noi stessi riteniamo non più adatto l’attributo di speri-
mentale alla psicologia che insegniamo. Siamo, d’altro lato, costretti a riconoscere
che la semplice e breve designazione di psicologia al nostro insegnamento ci pone
di fronte a concezioni non ancora spente del nostro Paese e non conciliabili col-
l’indirizzo scientif co in psicologia.
L’esimio professor Ponzo, insieme ai suoi colleghi docenti di psicologia di
quegli anni, in modo energico e determinato si è prodigato per un’af ermazione
autonoma della psicologia, che ancora f uttuava nelle acque della f losof a teore-
tica, quale dottrina scientif ca con le correlate applicazioni pratiche in ambito
civile e militare.
noi psicologi partecipiamo in massa - massa costituita in verità da un piccolo
gruppo di studiosi, in confronto alle masse veramente ragguardevoli di psicologi e
psicotecnici di altri paesi - alla battaglia per l’autarchia. nei più diversi settori
delle attività nazionali noi possiamo e vogliamo essere presenti e fattivi. può stare
a prova di questa mia asserzione la recente costituzione della commissione per le
applicazioni della psicologia presso il consiglio nazionale delle ricerche.
In un altro articolo pubblicato nel 1940 “sotto gli auspici del Consiglio
nazionale delle Ricerche” nella rivista “Archivio di Psicologia neurologia Psichiatria
e Psicoterapia”, il professor Banissoni, con un tono quasi disilluso, scriveva:
le più importanti riviste di psicologia generale ed applicata ed alcune riviste
militari si trovano molti studi e contributi su singoli problemi, ma non si trova
molto relativamente alla organizzazione di ricerche e di applicazioni sistematiche
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della psicologia militare .
Ma il suo sentimento di promotore dello sviluppo della psicologia non
viene mai meno e, nello stesso articolo, riporta che:
La stimolazione e la esaltazione del coraggio individuale, l’attenzione rivol-
ta al «morale» degli eserciti e dei civili, la scelta accurata dei capi, la adeguata
utilizzazione dei combattenti, l’assegnazione dei compiti, dei tempi, dei ritmi di
svolgimento di un piano, la comprensione dello stato d’animo dei combattenti di
tutte e due le parti hanno costituito sempre la preoccupazione dei capi responsabi-
li, diretta a questi problemi valutativi ed applicativi psichici, risolti intuitiva-
mente, prima ancora che si parlasse di psicologia come scienza. […] era logico che
una volta costituitesi le singole discipline scientifiche, l’organizzazione militare se
ne valesse per l’assolvimento dei compiti. così è avvenuto e sta avvenendo per la
40 F. Benissoni, 1939, pp. 382.383.
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